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  • Commento a: festalesta

    Fino a tutto il XVI secolo l'astrologo è soprattutto un filosofo che interpreta i moti del cielo e le leggi della natura, egli è astronomo e fisico, non di rado medico, e si considera discepolo di Tolomeo, di Galeno, di Aristotele, il suo pensiero è il pensiero di un classico. Aristotelico fu d'altronde considerato Tolomeo e dagli astrologi arabi e da quelli medievali e rinascimentali, aristotelici i fondamenti di Albumasar e di al Kindi, aristotelica la formazione fisico-filosofica degli astrologi del Medioevo e del Rinascimento. Ma quando alle considerazioni razionali comincerà a venir attribuito, contrariamente all'opinione di Aristotele, un grado di certezza maggiore di quello offerto dall'osservazione sensibile, colei che era la regina delle scienze viene detronizzata e messa al bando. Siamo alla metà del Seicento, la fisica aristotelica entra in una crisi lenta e inarrestabile che preannuncia l'illuminismo, eppure assistiamo ad una delle più significative interpretazioni della dottrina astrologica di Tolomeo fondata su una lettura aristotelica del Quadripartitum ad opera di Placido Titi. Quando Luigi XVIII fuggiva davanti all'aquila imperiale, il principe di Condé ritenne di doversi informare se Sua Maestà avrebbe nondimeno compiuto il lavacro dei piedi nell'umile albergo del villaggio, dove i tempi infelici l'avevano gettato il giorno dell'anniversario della cerimonia. Questo scorcio di uno studio di Bezza, aiuta a riflettere in modo più flessibile sulla sinusoide del concetto di scienza; d'altronde, molte affermazioni scientifiche vengono completamente ribaltate tra vari scienziati: ovvero riflettiamo meglio sulla relatività delle " verità " e sulla loro transitorietà.

    Per la risposta alla domanda: Astrologia: scienza?