21 63 1 0 0 8 0 0

Ultime domande

Ultime risposte

  • Risposta a: piensamme

    L’Unità ha spegato come il governo Monti abbia sgravato le banche a livello fiscale, incidendo invece sui cittadini.

    Le banche italiane oggi hanno avuto molti vantaggi «nascosti» tra le pieghe dei diversi provvedimenti. Misure che «possono valere anche un paio di punti di Pil», ha dichiarato il sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani parlando delle norme sull’abuso del diritto, cioè di elusione fiscale, presenti nella delega fiscale. Ceriani parlava di vantaggi alle imprese: nei fatti il grosso dei «benefici » andranno in primo luogo alle banche.

    Ecco quindi il primo aiuto: la nuova Ace (aiuto alla crescita economica), che prevede uno sgravio sugli aumenti di capitale.

     

    L’Ace prevede che dall’utile di una impresa (Spa, Srl, Sas, Snc) possa essere dedotta una quota pari al rendimento nozionale del capitale proprio o dei capitali a essa conferiti. Il rendimento nozionale è stimato per il triennio 2011 – 2013 nel 3%. Secondo alcuni esperti, grazie all’Ace le banche potrebbero effettuare gli aumenti di capitale necessari per rispettare i parametri Eba (l’autorità europea) sostanzialmente a costo zero. Il meccanismo consente di dedurre dall’imponibile un rendimento figurato del 3% degli apporti di capitale. Lo sgravio è consentito per sempre, e in termini aggregati renderà agli istituti l’intero valore apportato. In altre parole, il provvedimento potrebbe tradursi in uno sgravio di circa 14 miliardi, quanto l’Eba chiede ai maggiori gruppi italiani.

     

    Poi ci sono gli abusi di diritto, ovvero i comportamenti elusivi che i gruppi multinazionali mettono in campo per ottenere vantaggi fiscali.

    Ora si depenalizza il reato, introducendo una differenza tra i piccoli contribuenti che fanno false fatturazioni, e i grandi che riescono a fare sofisticate operazioni transnazionali.

    La norma contenuta nella delega rischia di provocare una sanatoria sui casi accertati dall’Agenzia delle Entrate, vanificandone il lavoro. Anche in questo campo sono le banche ad essere in prima fila: Unicredit, IntesaSanpaolo, Montepaschi, Bpm, Banco popolare di Novara, Credem, Banca Carige hanno contenziosi aperti con il fisco per 3 miliardi. Fonti:  Giornalettismo e Infonodo

  • Risposta a: piensamme

    E' pazzesco, il titolare del centro abbronzante ha anche detto che è impossibile che ql colore le venga fuori dalle lampade artificiali, è possibile che la signora utilizzi qualche sostanza autoabbronzante

     

  • Risposta a: vago_giro

    Prendo degli estratti dall'analisi di un importante professore di economia americano William K. Black  (docente presso l’University of Missouri Kansas City) che si focalizza sulla natura sbagliata dell'euro e della sua impostazione totalmente a sfavore dei paesi che la utilizzano in quanto moneta "estranea" (perché non sovrana cioè non emessa dalla banca centrale di ogni singolo paese). Black spiega molto semplicemente il circolo vizioso in cui sono entrati i paesi in crisi e perché se non cambiano non ne usciranno.  

    "I progettisti dell’euro hanno individuato nella sovranità nazionale economica la più grave minaccia per il successo dell’euro. La loro grande paura era che l’inflazione potesse portare ad un euro debole, e allora hanno adottato il “Patto di Stabilità e Crescita”, per limitare drasticamente le capacità degli Stati membri di controllare le loro politiche fiscali. Il Patto ha proibito ai paesi membri l’esercizio di un deficit di bilancio, anche nel corso di una grave recessione o depressione.

    La Banca Centrale Europea è stata creata con l’unico mandato di prevenire l’inflazione, anche benigna. È stata diretta, non per cercare di contrastare recessioni anche gravi, la disoccupazione di massa, e la povertà estrema. Neppure, è stata designata per funzionare come prestatore di ultima istanza.

    Le nazioni ai margini dell’Eurozona non hanno alcuna speranza realistica di influenzare le politiche della BCE. Tre sono state le implicazioni importanti per le nazioni che hanno adottato l’euro e, abbandonando la loro moneta sovrana, hanno ceduto la sovranità economica.

    - In primo luogo, i paesi membri hanno abdicato al loro unico mezzo affidabile per risollevarsi da una grave recessione o depressione.

    - In secondo luogo, i paesi membri si sono resi indifesi agli attacchi devastanti da parte dei mercati finanziari, dovessero piombare in una crisi economica.

    -In terzo luogo, le nazioni marginali hanno posto la loro sovranità politica in grave pericolo, dovessero cadere in crisi economica.

     

    Una nazione che utilizza l’euro non è un’emittente di moneta sovrana. I suoi debiti sovrani, quindi, sono intrinsecamente espressi in un’altra valuta, l’euro nello specifico.

    Quando una nazione cade in recessione, o piomba in una crisi debitoria, i mercati del debito producono un circolo vizioso. Come il debito sovrano aumenta, le agenzie di rating abbassano i giudizi, il che produce l’aumento dei tassi di interesse sul debito sovrano, fattore che comporta l’aumento dei costi del debito, con i conseguenti ulteriori declassamenti di rating.

    L’unica istituzione costituita per dare assistenza ad uscire dalla crisi era prevista esterna al sistema dell’euro, il Fondo Monetario Internazionale (FMI).

    Il FMI concede prestiti alle nazioni e pretende in cambio austerità, privatizzazioni e deregulation.

    L’austerità rende peggiori le recessioni, e la deregolamentazione è una delle cause delle crisi finanziarie, quindi i prestiti del FMI si rivelano spesso distruttivi per le nazioni beneficiarie. Il FMI non è stato mai disposto ad accollarsi l’esposizione delle perdite, diventando un prestatore di ultima istanza verso i paesi marginali. Ciò ha costretto l’Unione europea (UE) e la BCE a creare un fondo che operasse in collaborazione con il FMI per prestare ai membri dell’Eurozona incappati nella crisi. L’UE ha prestato alle nazioni ai margini, imponendo condizioni di austerità, privatizzazioni, deregolamentazione, condizioni che si sono rivelate persino più distruttive di quelle imposte dal FMI.

    La recessione comporta una domanda gravemente insufficiente. Durante una Grande Recessione, il taglio dei salari della classe operaia e, contemporaneamente, della domanda nel settore pubblico attraverso misure di austerità, riduce ulteriormente la domanda e aumenta la disoccupazione."

     

  • Risposta a: vago_giro

    Questo è il giorno in cui è arrivata sull'Isola, la cosa impressionante è come magrezza, brufoli e abbronzatura, non abbiano fatto altro che accentuare il gonfiore del suo viso e il plasticume di guancia e labbra

     

     

  • Risposta a: fissa_mentale

    Joe Vinson, un ricercatore dell'Università di Scranton, in Pennsylvania, ha stabilito che se cotto bene il Pop Corn può fare anche meglio della frutta al nostro organismo.

    Sono una fonte di antiossidanti (polifenoli) molto concentrati perché a differenza della frutta il mais contiene solo il 4% di acqua (la frutta il 90%).  

    Diciamo che i vantaggi che se ne traggono sono molto simili a quelli della fritta secca

  • Risposta a: fissa_mentale

    Io so che un alimento da introdurre nella propria dieta è la soia.

    Nella soia sono contenuti gli isoflavoni che sono in grado di conferire protezione al cuore, essi infatti vengono considerati da alcuni esperti come l’arma segreta della soia, poiché insieme ai lignani, che si trovano in questo legume, presentano somiglianze strutturali con gli estrogeni.

    Per le donne in pre-menopausa gli estrogeni vegetali presenti nella soia sembrano aiutare a ridurre gli effetti degli estrogeni umani; per le donne in post-menopausa, qualunque effetto dovuto agli estrogeni, anche se debole, può contribuire a ridurre gli effetti a breve e a lungo termine della menopausa. In alcuni studi è stato dimostrato che la somministrazione di 40g di proteine di soia al giorno migliora il contenuto minerale delle ossa di alcune vertebre spinali e riduce la gravità dei sintomi della menopausa come le vampate di calore.

    Da VitadiDonna

     

    Esempio di dieta per la menopausa

    1° GIORNO (dieta menopausa)

    COLAZIONE     Cappuccino di Latte di soia con Biscotti alle mandorle

    PRANZO     Polpette di Miglio

    Insalata di legumi

    SPUNTINO     1 pezzetto di Parmigiano Reggiano

    CENA     Hamburger di soia

    Finocchi gratinati ai semi di sesamo

    2° GIORNO (dieta menopausa)

    COLAZIONE     Latte di soia con orzo e Torta di Carote

    PRANZO     Torta salata di spinaci e tofu

    SPUNTINO     Gelato di soia

    CENA     Bocconcini di pollo

    Insalata mista

    3° GIORNO (dieta menopausa)

    COLAZIONE     Yogurt di soia e frutta fresca

    PRANZO     Spaghetti integrali con tofu alle olive

    Zucchine saltate

    SPUNTINO     Frullato di frutta con latte di soia

    CENA     Salmone Aromatico

    Carote con semi di girasole e salsa di soia

    Fonte:dietaenutrizione

  • Risposta a: fissa_mentale

    La norma di Monti dice che se sono in pareggio e accettano alunni disabili sono esenti.

    Ecco le parole esatte: «Ai fini dell’applicazione dell’esenzione è necessario che l’attività non debba chiudere con un risultato superiore al pareggio economico. O che eventuali avanzi di gestione siano reinvestiti totalmente nell’attività didattica ».

    Se le scuole guadagnano pagano, non pagano invece quelle che con le rette coprono le spese o che usano il di più solo per migliorare il loro istituto.

     

    E basta già questo per garantire ancora l’esenzione dall’Imu, la nuova Ici, alla grandissima parte delle scuole cattoliche.

    Fonte: Giornalettismo

  • Risposta a: rose_rosse567

    Camillo Langone, giornalista di Libero, che illustra come recenti studi inglesi denuncino "lo stretto legame tra scolarizzazione femminile e declino demografico".  Di qui la conclusione paradossale: "Se vogliamo riaprire qualche reparto maternità chiudere bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà". 

    Subito il popolo di Internet si ribella. Su Twitter Vitellozzo scrive: "Libero: ‘Togliete i libri alle donne e torneranno a far figli’. Togliete pure i libri ai figli e questi diventeranno giornalisti di Libero".

    Di fatto Libero cita uno studio fatto in una società poco inclusiva:i dati Istat dicono che la disoccupazione femminile in Italia mantiene un tasso piuttosto alto (9,4%).

    Nella nostra storia repubblicana soltanto 75 donne hanno occupato ruoli di governo. Sempre in Italia si è dovuto intervenire con la legge per far sì che nei cda delle aziende quotate in borsa o a partecipazione pubblica la presenza femminile deve essere pari al 30% (poi Libero ironizza sull'Islam).

    Il problema non sono i libri? O una società soffocata da privilegi per pochi e un'economia immobile?

Ultimi commenti