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  • Risposta a: zoomi1

    Non è un segreto che San Francesco, prima di prendersi la classica "botta in testa" del Padreterno, fosse un giovane come tutti gli altri, che non disdegnava i piaceri della vita. Non parlerei quindi di "ombre" quanto di normalità. E' anche per questo che la sua figura piace così tanto: è la dimostrazione che santi si può anche diventare, senza bisogno di nascerci.

  • Risposta a: serennella

    Si scrive "perché", con l'accento chiuso. Mentre "sé" vuole l'accento chiuso quando la particella pronominale rischia di essere confusa con un "se" condizionale: - se stessi più attento non farei determinati errori (condizione)

    - Sono sempre i soliti, pensano solo a sé stessi (particella pronominale)

  • Risposta a: kobayashi87

    FANNO BENE!!!!!!!!! Io pure mi sentirei presa per i fondelli. Senza parlare delle risposte a cavolo che questa "signora" da'. Vogliamo ricordarne una per tutte? "Dico ai ragazzi di non essere choosy"... eh già. Sua figlia non è stata certo choosy quando si è ritrovata docente di ruolo nella stessa Università dove insegnano i genitori. Per non parlare del crollo totale con la risposta ai malati di SLA.... Ma andassero a farsi un giro in quel posto da dove non si ritorna.... l'INFERNO.

  • Risposta a: satirycom

    Assolutamente sopravvalutato, tant'è che tutto quello che vende lo deve solo alle ragazzine adolescenti. Sarebbe troppo bello se altri scrittori, magari esordienti e con libri di spessore, potressero confrontarsi con lui.

  • Risposta a: off_one

    A mio parere c'è un limite a tutto. Soprattutto davanti a tragedie che toccano nel profondo una famiglia e tutti coloro che volevano bene alla persona scomparsa.Le battute su Simoncelli pubblicate da Nonciclopedia non solo sono di pessimo gusto ma dovrebbero essere passibili di denuncia per vilipendio ai defunti.Marco Simoncelli era un ragazzo pulito, buono, allegro, pieno di voglia di fare e di vivere.... e nessuno, ripeto NESSUNO, si può permettere di stare a giocare sulla sua morte. Sulla sua come su quella di tutte le persone che sono morte, ad esempio, nell'adempimento del loro dovere o di quelle morte in un terremoto, in un'alluvione, etc. etc.La morte, a mio parere, è una di quelle cose, forse l'unica, di fronte a cui bisognerebbe chinare il capo, posare la penna e riflettere su quanto siamo insignificanti puntini nell'Universo.Credo sinceramente che Spinoza dovrebbe quanto meno scusarsi con Paolo, Rossella e Martina Simoncelli e con Kate.

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