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    Il Team di GENIO

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  • Risposta a: v4vendet

    Per come funziona l’ etilometro rimando a quanto dice wikipedia, per il suo uso non  è il caso di lamentarsi perché si inserisce  in una politca di scoraggiamento  dell’ uso dell’ automobile che condurrà  non  solo ad inasprire misure già esistenti ma anche ad individuare nuove condizioni  da censurare e sanzionare.

    Non  tutti sanno , ad esempio che uno degli effetti collaterali più diffusi  degli antistaminici è l’ induzione del sonno.  Mi dispiace per le signore che sono  le più esposte alle allergie , ma  le vedo  francamente in pericolo, in  quanto , dopo l’ etilometro ho sentito dire  che è allo studio un apparecchio portatile che  misura  i riflessi.  Chi si trova sotto l’ effetto di un antistaminico,  vede ridotti  i propri riflessi,  e sarà  un bel  problema , quando  le forze dell’ ordine  potranno  valutare non  lo stato di ebbrezza , ma l’ efettivo rallentamento dei riflessi di chi è alla guida in  quel momento.

    Non  dimentichiamo poi  come anche un banale  raffreddore  può determinare  stato di  stordimento , scarsa  capacità di concentrazione e riduzione dei riflessi.

    Come vedete , c’è ancora molta carne  da mettere sul fuoco,  a mio modestissimo avviso , soprattutto per intimidire e ridurre  quanto più è possibile la libertà di circolazione.

    Non  sono d’accordo  con  chi afferma che  le misure restrittive adottate dal nuovo codice della strada , abbiano la finalità di  assicurare allo stato nuove entrate  con  i proventi delle multe. A mio parere , il rigore del codice della strada tende a scoraggiare l’ uso dell’ auto per fini  che non  siano  rigidamente quelli  legati alla propria attività lavorativa e quindi alla sopravvivenza.

    Sono  convinto , infatti, che l’ auto  sia vista  da qualunque potere costituito,  come un pericoloso mezzo di  accertamento diretto  della verità e di formazione autonoma di un  proprio giudizio. L’ auto  amplia il raggio  di conoscenza diretta di un individuo. Con l’ auto posso direttamente andare a verificare di persona , in un tempo ragionevole, quello che accade  realmente in un raggio di cento chilometri. Posso acquisire informazioni  dirette senza la distorsione di alcun filtro che invece , irrimediabilmente ,  mi sarebbe  imposto se usassi anche il più oggettivo dei mezzi di  informazione.

    In definitiva è questa l’ esigenza odierna di un qualunque potere. Si tratta della  necessità di mantenere a tutti i costi  l’ordine pubblico anceh e soprattutto attraverso il controllo dell' informazione.  Attraverso chi si ubriaca, chi si droga,  si giustifica una normazione  sempre più severa che scoraggia , non  certamente  lo stupido che in  condizioni  non  idonee si mette alla guida, ma  la persona normale, che lavora  e che pensa, e si pone degli interrogativi e che vuole andare a vedere di persona che cosa succede,  quanti manifestanti realmente c’ erano ,  quanto  devastante è stata una frana,  in che condizioni era il territorio  durante un' alluvione , ma che rinucia sempre più spesso , perchè sente che comunque, il rischio di essere fermato , controllato  e perdere anche quel poco di autonomia che ha , diviene sempre più alto.

    L’ auto  consente proprio questo, andare a vedere di persona.  Ma se vai a verificare di persona , finisci poi per non  credere a tutte le mistificazioni  che  l’ informazione mediata , ti dà. L’ auto è un mezzo pericoloso, è un mezzo  che oggettivamente  ti può uccidere, indipendentemente  dal fatto  che  si sia ubriachi, drogati o  sobri. L’ auto, però,   rende più liberi. Come tutte le cose che rendono  più liberi è oggettivamente  pericolosa non  solo per chi la usa , ma soprattutto per chi  deve garantire , in tempi difficili come questi , la pace sociale e l’ ordine pubblico.

    Voglio ricordare che in Lussemburgo, paese tra i più ricchi dell’ UE, il limite  del tasso alcolemico era , fino  a poco tempo fa, di 0,8 g/l, eppure  nessuno  , in  quel paese gridava allo scandalo. Poi anche lì si sono  dovuti piegare al volere dell’ Europa.

    Potrei anche proporre un’altra prospettiva, che è poi nella esperienza banale di ogni giorno. Mi riferisco al fatto  che la stesso tasso alcolemico  produce alterazioni  dello stato di veglia, della capacità di concentrazione e della prontezza di riflessi ,  notevolmente diversi  da soggetto a soggetto e le cause di questa diversità non sono  , ancora oggi, tutte spiegabili scientificamente. Sono  convinto , però che  lo sviluppo di queste conoscenze , che potrebbe avallare una visione  più elastica e ragionevole  dei limiti  oggi imposti , non  avrebbe alcuna  possibilità di presa ne sull’ opinione pubblica né sui poteri costituiti nell’ attuale frangente storico  e culturale.

    Resta solo da sperare che la cultura  dei popoli cresca e riesca a far accettare una visione del vivere civile più basata sulla partecipazione e sulla ragionevolezza, piuttosto che su regole ferree che si è pronti a chiedere pensando  che  toccano solo agli altri e poi a  rammaricarsi , quando  se ne rimane intrappolati.

    Buon etilometro a tutti.

  • Risposta a: ami12

    Più che il diametro , si dovrebbe conoscere la massa , e la composizione dell' atsteroide. La massa consentirebbe , applicando la formula dell'energia cinetica ( 1/2 Mv^2), di conoscere con quanta potenza potrebbe impattare se cadesse, tutto intero, sulla superficie della terra. Occorre però considerare che durante l' ingresso in atmosfera, gran parte della massa andrebbe disintegrata , al pari di come accade con i satelliti artificiali che cadono quando escono fuori dalla propria orbita, per cui , l' impatto, sarebbe con un corpo notevolmente ridotto nella sua massa e , nella peggiore delle ipotesi, se cadesse in un luogo abitato , farebbe danni esclusivmente locali, senza alcuna ripercussione in termini di maremoti, tsunami , tifoni ed altre cose del genere. Se invece , lambisse la terra, solo in prossimità dell' atmosfera, ma senza attraversala, si potrebbe avere qualche modestissima influenza ( assolutamente fugace e senza alcuna ripercussione duratura ) sulle maree tenendo conto anche del punto di maggior vicinanza e della traiettoria. Sulla base delle informazioni disponibili sembra di capire che al massimo potrebbe lambire molto da lontano il nostro pianeta , e tutt'al più , si potrebbe verficiare, se ciò accadesse di notte, qualche fenomeno tipo stella cometa o stella cadente , se si distaccasse dalla massa prinicipale, qualche frammento che poi cadesse nell' atmosfera Sono convinto , comunque, che sia i catastrofisti convinti , sia quelli occasionali, sia quelli che ritengono questi eventi come segnali soprannaturali di avvertimento per le nefandezze umane, rimarranno, come al solito , delusi. Non accadrà assolutamente nulla, forse qualche telegiornale , ne darà distratta notizia, ma nulla di altro. I problemi quotidiani che abbiamo rimarrannno gli stessi, continueremo ad andare al lavoro , per chi lo ha ancora, continueremo a cercarlo per chi non lo ha , continueremo a star bene , per chi sta già bene, e continueremo ad essere malati , per chi lo è. Il tutto nella più banale normalità

  • Risposta a: rachele26

    Purtroppo il costo da pagare non è solo o tutto in un migliaio di euro in più da pagare. Quando lo Stato batte cassa c’ è un ulteriore costo che non tutti ritengono essere tale, ma che , a mio modestissimo avviso , peserebbe di più se fosse monetizzabile come è possibile per tutte le citate voci di spesa. Si tratta della erosione strisciante delle libertà costituzionali da quella personale a quella domiciliare a quella di comunicazione di opinione e via dicendo. Quando ci si trova con un debito pubblico pari a 1.838 miliardi di euro, come è quello dell’ Italia, diventa prioritario assicurare l’ ordine pubblico e da questo deriva l’innalzamento dello stato di guardia sulle dinamiche di ogni fenomeno sociale e l'adozione di sempre più stringenti misure di prevenzione sulle attività sociali ed individuali. Non ci vuole molta fantasia ad immaginare cosa accadrebbe se, all’ improvviso , l’ assistenza sanitaria dovesse essere tutta a carico dei cittadini. In situazioni come queste, anche se lo si ammette poco, deve crescere il controllo sull’ informazione, sulle comunicazioni, sulla libera circolazione dei cittadini. Qualunque sistema di potere sa che deve garantire la calma o meglio la pace sociale. Si alimentano paure sociali tese a giustificare l’ adozione di mezzi di controllo e sorveglianza che in altri contesti sarebbero inaccettabili. Limitazioni al traffico, cablaggio di sistemi di video sorveglianza, controllo delle comunicazioni via rete , progressiva installazione di dispositivi tipo scanner a raggi X, già negli aeroporti, poi nelle stazioni, nelle metropolitane, all’ ingresso dei supermercati, all’ uscita di ogni abitazione etc…. Paradosso che questo alimenta anche un sostanzioso business , solo che alla fine non ti aiuta a fare la spesa.

  • Risposta a: contro_ponte

    Ho da sempre ritenuto la libertà di espressione  e all’ interno di questa , la libertà di opinione, come  un diritto irrinunciabile, ancora più prezioso del valore , pur elevatissimo, che la nostra Costituzione gli conferisce ( art 21 ).

    L’ affermazione di  questa libertà , presuppone , ovviamente , una scelta fondamentale che dipende da come  rispondi a questa domanda “ sapresti sopportare qualunque cosa, anche la più lesiva  della tua dignità e del tuo onore,  che gli altri  potrebbero dire di te? “

    A questa domanda  ho sempre risposto  con un’ affermazione  decisa ed incondizionata.

    Si tratta  , tuttavia di punti di vista  e sono  cosciente, ogni giorno che passa,  di appartenere  ad una sempre più sparuta minoranza. Il mondo non  va in questa direzione.

    Siamo pieni di  sottili “ distinguo, precisazioni,  ardite analogie e grossolane semplificazioni,   suscettibilità e diffidenza verso tutto e tutti”, che  a volte è pericoloso anche esprimere una opinione  banalissima. Si trova sempre qualcuno  che  può sentirsi offeso, o che può vederci poco chiaro, o che fa dietrologia.

    Personalmente ritengo che  la capacità di  prendersi  in giro e di riderci sopra , sia un “valore” ,  e  preferirei che questa libertà, di cui  rivendico anche io la titolarità, non   fosse  oggetto di limite alcuno, anche a costo  di  subirne  tutte le più spiacevoli conseguenze sul piano personale.

    Ma come ho detto prima , la mia è solo un’ opinione come tante.

  • Risposta a: attilio575

     

    Lo Stato ha bisogno di soldi ed in un modo o nell' altro se li prende.

    Inoltre la tassa di circolazione , come il canone Tv , non è correlata all' intensità dell' uso dell' automobile o del televisore , ma al possesso rispettivamente dell'auto o del televisore, infatti oggi si definiscono entrambe " Tasse di possesso ".

    Personalmente preferirei pagare il doppio di tassa di possesso e non esseree vessato da divieti e limiti che con la scusa della sicurezza (a mio personalissimo avviso) , riducono fortemente la libertà di circolare dei cittadini e servono a giustifacare e a garantire introiti alle casse dissestate di stato e comuni sulla base del principio che l' automobilista è comunque indisciplinato e va punito.

    Esistono comuni il cui prinicpale introito sono le multe ( oltre al danno di vedersi decurtati i punti sulla patente ) ed il flusso è assicurato imponendo limiti di 30 o 20 chilometri orari e semafori con rilevazione elettronica delle infrazioni ovunque vi sia la possibilità di farlo.

    Il messaggio chiaro e forte che viene oggi dal codice della strada credo si possa riassumere tutto in questa frase " compra l' auto , ma non usarla ".

    Se si abolisse inoltre la tassa di possesso non credo che sarebbe sufficiente l' incremento di un solo cent sul prezzo dei carburanti anzi si perderebbe un ulteriore controllo sull' effettiva tassazione applicata dallo stato ed imposta all' automobilista che perderebbe così ogni forma di controllo sull' imposizione a suo carico.

    Ho molta nostalgia dei tempi in cui si pagava anche il bollo sulla patente ed il super bollo sul diesel, ma , quando partivi per un viaggio in autostrada , dai pochissimi cartelloni elettronici installati e senza telecamere , ammiccava gioiosa la scritta "BUON VIAGGIO". Adesso sui tantissimi ( troppi , sempre a mio personalissimo avviso)  tabelloni elettronici installati , nella migliore delle ipotesi trovi scritto "TUTOR ATTIVO PER IL CONTROLLO DELLA VELOCITA' MEDIA" e su un tratto di centto chilometri ti scattano più foto che ad un intero matrimonio.

    Saluti

  • Risposta a: pikkioduro

    Ho realmente compreso il senso della  Costituzione Italiana, pur avendola studiata 

    da bambino  alle scuole medie , in educazione civica, quando  , ho  intrapreso ,  in

    età matura,  gli studi giuridici, con  l' intento di  cambiare lavoro ed aspettative

    professionali.Ho avuto la fortuna  da un lato , di aver vissuto abbastanza da poter filtrare alla

    luce dell' esperienza concreta,  il significato di enunciazioni di principi e valori

    che agli occhi di un bambino hanno davvero poco significato, e ,d'altro lato, di

    aver  conosciuto maestri veri che mi hanno guidato con pazienza in un'analisi del

    testo che  mi ha consentito di  cogliere quelle direttrici di fondo che ad una

    lettura meccanica e seriale degli articoli, non  si è in grado di mettere in

    evidenza.Il testo , inoltre, non  può essere compreso  pienamente, se  non  lo si

    contestualizza storicamente. La nostra Costituzione sarebbe stata radicalmente

    diversa sia nello stile sia  nei contenuti , se fosse stata scritta  soltanto dieci

    anni  dopo.Nel 1946 l'Italia era ancora attonita per la tragedia dalla quale  era venuta fuori

    con le ossa rotte e si preparava ad affrontare una stagione di instabilità politica

    che  poteva  condurla ad una guerra civile dalla quale sarebbe rimasto ben poco.  Nel 1946 , primo anno della Assemblea Costituente, l'Italia aveva alle spalle il

    fallimento o meglio, l'epilogo disastroso a cui l' aveva condotta una concezione

    dello stato pregna di quella suggestione ammaliatrice secondo cui la garanzia

    dell'ordine pubblico e della sicurezza attuati anche a prezzo della compressione

    assoluta della libertà individuale (cosa che puntualmente avvenne), fosse l'unico

    modo per  riorganizzare un'Italia appena venuta fuori da una prima guerra mondiale

    che l' aveva vista vittoriosa, ma ad un prezzo tanto alto da renderla incapace di

    rialzarsi e avviarsi ad una credibile ricostruzione post bellica.Di quel tempo, mio padre, conservava non  solo ricordi, ma  testimonianze concrete.Ho visto i suoi libri di scuola, dove aveva studiato,  dai quali erano state

    fisicamente  tagliate  pagine  e cancellati gli argomenti  nell'indice. I quaderni,

    con i temi infarciti di  esclamazioni patriottiche e lodi alla figura del "Duce" ,

    che , indipendentemente  dallo sviluppo corretto della traccia,  erano comunque 

    giudicati positivamente da docenti , che mai avrebbero potuto contestare  un alunno

    tanto zelante. E che dire del patto di fedeltà a cui furono  costretti  i circa

    duemila docenti universitari che a quel tempo erano di ruolo, per evitare di essere

    licenziati ( solo una ventina si rifiutarono di firmare e lo furono).E che dire ancora di  norme che consentivano l'incriminazione  per "adunanza

    sediziosa"  a chi fosse sorpreso  a discutere  in gruppi di più di tre persone , per

    strada etc...Nel 1946, tutti i deputati eletti nella Costituente,( come  ebbe a ricordare

    Andreotti in una intervista  di qualche anno fa ), anche se di  diversissimi colore

    politico e storia personale, compirono quel miracolo di sintesi ed equilibrio di

    principi e valori  che dal 1948, è la "Nostra Costituzione".Andreotti sottolineò, con rammarico e una nota di nostalgia, che il clima che si

    creò in quell' occasione, non si sarebbe ripetuto mai più, successivamente,  nelle

    diverse legislature che sarebbero seguite.E adesso forse , possiamo capire , perchè la nostra Costituzione è tanto meticolosa,

    nella prima parte , nell' elencare e definire ( quasi cesellandoli ) i diritti  ed i

    doveri fondamentali , e possiamo anche spiegarci , perchè è così rigida e difficile

    da modificare nelle parti successive dove sono  definiti i ruoli ed i poteri  dello

    stato e dei soggetti  deputati  ad esercitarli.Ce lo possiamo spiegare, a mio avviso, ricorrendo ad un esempio molto semplice e di

    immediata comprensione.Tra gli uomini che  parteciparono alla costituente, c'erano ex partigiani.  ex

    condannati al confino ex combattenti ed anche  civili che avevano occupato posti di

    rilievo in quanto perefettamente integrati nel precedente  regime.Tutti , comunque , erano stati diretti testimoni della tragedia che avevano vissuto

    sulla loro pelle.Si erano fatti  "tutti male" e si stavano "tutti leccando le ferite ancora aperte e

    profonde".Tutti  avevano assistito al fallimento  di quella suggestione o miraggio, di ordine

    perfetto davanti ai quali si dovesse dissolvere ogni pulsione  individuale, ogni

    forza centrifuga, ogni voce fuori dal coro che potesse anche lontanamente essere di

    ostacolo o di  remota minaccia di uno stato totalizzante Erano tutti nella condizione simile a quella di un ragazzino viziato che  ad un

    certo punto "la combina talmente grossa" da far perdere le staffe anche al genitore

    più paziente e compresivo, talmente grossa  che solo per miracolo esce vivo da una 

    epica bastonata!!.E subito vengono giù le promesse :"mai più!, ti prometto, mai più!"Ecco spiegato, sempre a mio  avviso, il senso profondo della nostra Costituzione e

    del perchè  è scritta propio in quel modo.L'Italia del 1946-48, stava promettendo al proprio futuro che "MAI PIU', QUALUNQUE COSA  FOSSE ACCADUTA, AVREBBE RIPETUTO GLI ERRORI E GLI ORRORI DI QUEL RECENTE PASSATO ED CHA MAI PIU' AVREBBE CEDUTO LA LIBERTA' E LA DIGNITA' DEI PROPRI CITTADINI ALLA SUGGESTIONE DELL' ORDINE PERFETTO"Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, soleva ripetere, in momenti dificili 

    della nostra recente storia, questa frase che interpreta in maniera mirabile la

    scelta di campo che l' assemblea costituente effettuò nel 1946-48:" preferisco la

    più imperfetta delle democrazie alla più perfetta delle dittature"E adesso  spieghiamoci anche perchè la nostra Costituzione è così rigida e difficile

    da modificare.Ritorno all' esempio del ragazzino  viziato.Le promesse, come le ferite ,  con il tempo si dimenticano mentre le tentazioni, le

    suggestioni, i miraggi, si ripropongono  puntuali.Di quella generazione del 1946-1948 sono  rimasti in pochi a tenere viva la memoria

    e la testimonianza, Già negli anni '60 , il boom economico ,  l' automobile, la

    lavatrice ed il frigorifero,  stavano rapidamente cacciando nell'oblio, i drammi e

    le paure  del recente passato.L'esperienza non può  trasemttersi, purtroppo, ed i padri della nostra Costituzione

    lo sapevano bene. E l' unico modo che avevano , per  ritardare il più possibile l'

    oblio e  con esso la rimozione  di quel documento sempre più difficiile da attuare e

    sempre più scomodo da giustificare in un contesto socio economico culturale , come è

    quello odierno, in cui  parole come "dovere e solidarietà", o meglio  "dovere di

    solidarietà" ( art 2 della nostra Costituzione") sono come  "zavorra che limita lo

    sviluppo e impedisce la crescita del benessere della collettività" Ho citato solo un articolo della nostra Costituzione ( un articolo che può apparire

    superfluo atteso poi che la stessa Costituzione enumera dettagliatamente  tutti i

    diritti e i doveri dei cittadini ) ma il "senso" credo che sia ormai chiaro, e

    rileggerla in questa prospettiva, può aiutare a comprenderlo ed a trovare una

    motivazione in più per difenderla così come è, bella come è!

  • Risposta a: indie1

    Credo che Gandhi non  intedesse  la forza che ha l' uomo di potere, ma la forza che ha chi ha saputo trovare un senso alla propria vita ed è quindi, in grado di andare comunque per la sua strada.Oggi è questo che manca, al di là delle frasi trite e ritrite sull'amore, sul potere  sulla felicità e via dicendo.Secondo me non  è importante quale sia il senso, l'importante eè che lo si trovi e si orientino  le proprie azioni in modo ad esso coerente.Si tratta di riscoprire il "senso eroico" della vita, che ti fa prescindere da qualunque condizione fisca o sociale di  preminenza o debolezza in cui ci si possa trovare.Oggi , purtruppo, la gran parte della gente  pensa di essere eterna ed isterilisce la sua esistenza mortale e limitata , in una  serie infinita di rapporti  superficiali ed interessati a coltivare  solo il proprio particolare.Il senso eroico della vita  è , invece quello dell' uomo che cosciente della propria finitezza, porta  avanti , nonostante tutto la propria testimonianza,  rispondendo solo al proprio tribunale interno (quello morale) senza aspettarsi ricompense nè in terra nè in cielo e senza chiedere  mai a nessuno " scusa se esisto ".In questa logica , o meglio , in questa dimensione, il perdono acquista una  valenza del tutto diversa da quella che siamo soliti attribuire a questo gesto.Il perdono  si trasforma in un aiuto verso chi, non avendo mai  capito nulla della propria esistenza , nè di quella degli altri, riesce ancora ad aggrapparsi alle tante stupidaggini caduche che comunque lo tengono  vivo.Con il perdono si evita  di squarciare il velo dell' ignoranza e mettere difronte  persone comunque  aggrappate a qualcosa, difronte alla propria  nullità.In pratica  li aiuti a vivere , li aiuti a non  comprendere che , come te , non  hanno nulla, mentre, però , tu sei forte , perchè hai dato un senso anche a questo nulla, loro  potrebbero sentirsi irrimediabilmente persi, difronte a questa elementare verità.

  • Risposta a: namaste_masala

    Mi ha fatto compagnia fin  da bambino, lo ricordo in particolare  in una caricatura degli anni '60, quando fingeva di essere arrabiato con un certo "Taracchi" ricordo che  inziava una ripetizione di " Taracchi, t'accacco, taracchi etc... ".Ha insegnato  a saper, prima di tutto,   ridere di sè e a non  prendersi mai troppo sul serio.Peccato che oggi, il suo esempio  sia seguito sempre da meno  persone. Ciao Raimondo!

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