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  • Risposta a: pernansa

    come detto sopra puoi fare un sacco di cose online: ecco la lista dei certificati:
     
    •  Anagrafico di nascita
    • Anagrafico di matrimonio
    • di Cittadinanza
    • di Esistenza in vita
    • di Residenza
    • di Residenza AIRE
    • di Stato civile
    • di Stato di famiglia
    • di Stato di famiglia e di stato civile
    • di Residenza in convivenza
    • di Stato di famiglia AIRE
    • di Stato di famiglia con rapporti di parentela
    • di Stato Libero
    • Anagrafico di Unione Civile
    • di Contratto di Convivenza
     
  • Risposta a: massimics

    Il comportamento del tuo collega è tipico di una persona "passiva-aggressiva": in pratica lui è arrabbiato (non necassariamente con te, ma tu sei il bersaglio), ma cerca di mascherare questa emozione che però riemerge spesso nelle frasi che ti dice, che mirano a farti sentire a disagio e intristirti in modo modalità subdola e "gentilmente" accusatoria.
     
    L'espressione viene da: 
    • P come passivo: la persona maschera e reprime le sue vere emozioni e intenzioni. Non è capace di esprimere i suoi pensieri.
    • A come aggressivo: la persona agisce allo scopo di ferire, sminuire, mettere a disagio il prossimo.
     
    E' difficile comprendere subito questo tipo di atteggiamento, ad esempio spesso sembra che ti facciano dei complimenti ma che sono un po' ambigui e che nascodono una punta di "veleno":  “Sei stato bravo, non l’avrei mai detto!” oppure “Pensavo peggio!” o “Per il tuo livello, va bene”
     
    a volte se gli dici che sei rimasto male per una cosa che ti hanno detto trovano la scusa “Stavo solo scherzando!" oppure "e fattela una risata!"
     
    Ovviamente non sempre gli esempi che ti ho fatto sopra individuano una persona davvero passiva-aggressiva, magari sono scambi innocui. Pero' se sono ripetuti e SEMPRE nel medesimo senso un pensiero ce lo farei...
     
    Le persona passive-aggressive:
    • evitano le responsabilità
    • sono ipersensibili alle critiche
    • non sono ricettivi nei confronti dei consigli altrui e spesso agiscono diversamente da come gli era stato suggerito
    • sono caparbi, cupi e pessimisti
    • commentano sarcasticamente sia direttamente che alle spalle della vittima
    • si ingegnano per diventare vittime della situazione
    • fanno in modo che l’altro passi da cattivo
    • temono l’intimità oppure cercano di combattere la dipendenza nonostante siano persone dipendenti
    • colpevolizzano gli altri per i loro fallimenti
    • evitano i conflitti aperti: preferiscono le parole gentili ma crudeli
    • sono gelose del successo altrui
    • sono competitive in modo malsano e inconcludente
    • non mostrano i loro veri sentimenti
    • mettono in atto atteggiamenti di resistenza passiva, che può essere moderata o estrema (spesso si scusano per ciò che non hanno fatto, dimenticato, “capito male” o rispondendo in modo da sminuire l’importanza della cosa oppure possono boicottare lo svolgimento di un lavoro, mandare a monte piani o risultati o sminuire il successo altrui)

     

  • Risposta a: ospiff

    Anche mia moglie ha lo stesso problema: spesso nelle confezioni delle ffp2 c'e' un piccolo pezzetto di plastica che serve per agganciare l'elastico della mascherina e "chiuderlo" dietro la nuca, come vedi nell'immagine: lo trovi anche online e lo puoi acquistare cercando su amazon ecc "estensioni mascherine"
     
     
    oppure puoi farlo da sola con un nastro e due bottoni: in questo video ti spiegano come fare, e' un'idea davvero brillante cool

     

  • Risposta a: pettolina

    Magari lui riesce a tenere gli occhi aperti (anche se e' difficile) ma quello di chiudere gli occhi e' un riflesso protettivo: quando starnutiamo, espelliamo aria dai passaggi nasali alla velocità di 16 km all'ora, per difendere le vie respiratorie da particelle estranee. I centri cerebrali che controllano gli starnuti ordinano la contrazione di ogni muscolo, da quelli oculari all'esofago, allo sfintere anale. Con gli occhi chiusi si evita che le particelle estranee possano finire negli occhi una volta espulse.
     
    In ogni caso, chi volesse provare a starnutire ad occhi aperti non deve preoccuparsi di vedersi schizzare i bulbi oculari fuori dalle orbite (questa possibilità è una leggenda metropolitana diffusa per la prima volta nel 1882 dal New York Times, e senza alcuna base scientifica): la pressione rilasciata durante uno starnuto non è neanche lontanamente suffiente a provocare un simile danno. Al massimo, lo sforzo può far esplodere qualche piccolo capillare oculare, come accade talvolta alle donne durante il parto.
  • Risposta a: tanticanti

    Quando siamo in perfetta salute la nostra temperatura corporea e' circa  36,5/37°C, ma se veniamo in contatto con una malattia (come l’influenza o un forte raffreddore), il nostro sistema immunitario entra in azione e prova a  sconfiggere l’infezione con un aumento della temperatura: il calore, infatti, uccide o rende inattivi virus e batteri e facilita la produzione e la diffusione nel corpo dei globuli bianchi che combattono l'infezione. Questa e' la febbre, un meccanismo protettivo che funziona molto bene, e che, a meno di controindicazioni (bambini molto piccoli, persone molto fragili), e' meglio non sopprimere.
     
    I brividi di freddo che a volte si sentono sono un modo che ha il nostro corpo per continuare ad aumentare la temperatura, fino al punto stabilito dall'ipotalamo (che controlla tutto): i brividi non sono altro che spasmi involontari dei muscoli
  • Risposta a: passolesto

    Alcuni dicono che sia un'espressione usata dagli esquimesi che quando acvevano freddissimo facevano entrare nell'igloo un cane oppure due cani, per scaldarsi. A me sembra un po' tirata per i capelli

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