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  • Risposta a: vittoriadelrusc

     

    Per la legge non ogni uccisione è uguale all’altra: una cosa è ammazzare una persona avendo la precisa volontà di realizzare questo crimine, altra invece è provocare la morte di qualcuno non volendolo realmente o non volendolo affatto.
     
    Secondo il Codice penale, per poter giudicare una persona che ha causato la morte di qualcuno è indispensabile valutare il gradi di intenzionalità dell'atto:
     
    • omicidio doloso: il reato è doloso o intenzionale  quando il fatto che ha commesso è stato perfettamente previsto e voluto come conseguenza della propria azione. Tizio bussa a casa di Caio e, non appena gli apre, gli spara un colpo di arma da fuoco. Il reato è doloso perché Tizio aveva la precisa intenzione di colpire la vittima. 
    PENA: L'articolo 576 del codice penale e' molto chiaro: "Chiunque cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione non inferiore ad anni ventuno." Poi possono esserci circostanze aggravanti che aumentano la pena oppure attenuanti che la alleggeriscono.
     
    • omicidio preterintenzionale: il reato è preterintenzionale (articolo Art. 584) quando dall’azione deriva un evento dannoso più grave di quello voluto dall’agente. In altre parole, il fatto va oltre l’intenzione («praeter» in latino, significa appunto oltre, al di là). Facciamo un esempio chiarificatore. Tizio, volendo fargli del male, colpisce Caio con un pugno al volto. Caio, stordito dal colpo subito, cade a terra svenuto e, battendo la testa, muore. I reati "preterintenzionali" sono solamente 2: omicidio e aborto.
    PENA: chiunque provochi la morte (non voluta) di una persona a seguito di percosse o lesioni, è punito con la reclusione da dieci a diciotto anni.
     
    • omicidio colposo: il reato è colposo quando il crimine non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline. Pensa al medico che sbaglia l’intervento e cagiona un danno permanente al paziente, oppure a colui che, trovandosi sul tetto di una casa per una riparazione, fa inavvertitamente cadere un attrezzo, colpendo alla testa un passante.
    PENA:
    • l’omicidio colposo semplice è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni; 
    • omicidio colposo aggravato invece ha delle aggravanti:
      • omicidio colposo è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, la pena è della reclusione da due a sette anni. Pensa al datore di lavoro che non fornisce ai suoi dipendenti la necessaria attrezzatura per proteggersi dagli infortuni.
      • omicidio colposo è commesso nell’esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato o di un’arte sanitaria, la pena è della reclusione da tre a dieci anni. Pensa al finto medico che somministra farmaci ai pazienti, cagionandone la morte.
      • omicidio colposo stradale: chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da due a sette anni; la reclusione va dagli otto ai dodici anni nel caso in cui la morte sia cagionata in seguito a guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti.
     

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