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  • Risposta a: nextext

    La vera discendenza del nome di questo prelibato pasto da passeggio risale ai tempi dell'antico impero d'oriente. Un umile servitore del regno di Ming si mise in viaggio giungendo, tra milioni di peripezie, peripenonne e parenti tutti, sulle coste della Trinakria. Accolto festosamente dalla popolazione, com'è abitudine tutt'ora verso lo straniero in "visita", ebbe l'opportunità e l'onore di visitare quella terra "calpestata" da grandi conquistatori. Dapprima pose gli occhi su dei frutti dalla buccia verde e vellutata, rotondi nell'aspetto e succosi nella prima fase della crescita; questi, come per magia, toccati dalla mano esperta del nostro ospite orientale, si appiattirono leggermente, persero la succosità fino a seccarsi mentre la buccia esterna perse la pelle a favore di un guscio legnoso e ricco di piccoli fori lasciati dai capillari della buccia esterna: nacque così la mandorla, chiamata così in onore dei suoi occhi. In questo suo girovagare per le tortuose strade di Trinakria scoprì le altre immense ricchezze naturali che quella terra aveva la capacità di donare alla quotidianità di ciascun abitante affinchè potesse avere sostentamento dai suoi frutti. In ogni luogo visitato c'era sempre un tavolo e un pasto caldo per lui. Per ricambiare l'ospitalità il nostro ospite donò del riso a una vecchia e saggia donna i cui occhi avevano visto e vissuto parecchie generazioni. Molto abile in cucina, volle subito provare a cuocere quei chicchi oblunghi e piccolissimi che non aveva ancora visto nonostante la sua secolare esperienza. Aiutata dal nostro ospite nei segreti della cottura di quel formidabile cereale che riusciva a sfamare l'intero Impero dei Ming, la vecchietta volle fondere la tradizione culinaria locale con una tradizione culinaria di Ming: nacque così questo pasto mettendo insieme i vari ingredienti affinchè legassero nel modo corretto. Per ringraziarlo di quel dono portato da lontano la vecchietta chiese al nostro ospite di Ming come si chiamasse e da dove venisse, così da poter dare un nome al pasto. Ecco che il nostro ospite rispose: mi chiamo ARAN e vengo dalla CINA.

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