Piombino in rivolta per il rigassificatore al largo: è giusto avere paura?

 

Abito a Piombino e da qualche giorno si è sparsa la voce che verrà piazzata un rigassificatore galleggiante (cioè una nave rigassificatrice) al largo nel mare di fornte alla città. 
 
Diversi esponenti politici, sindaco in testa, stanno già dicendo non lo vogliamo a casa nostra ma io vorrei capire se ci sono davvero dei rischi oppure, tanto per cambiare, una polemica politica per fomentare i cittadini. Siccome è chiaro che se non vogliamo più dipendere dal gas russo qualcosa dovremo fare, non possiamo limitarci a dire "va bene tutto, ma qualcun altro deve fare il sacrificio"
 
Qualcuno può spiegarmelo?
 
 
 
 
 

apneoapneo

Pubblicata IL 23/06/2022, ORE 09:37
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Risposte Geniali

  • Il metano viene trasportato in forma compressa: in questo stato e' liquido e occupa un volume 600 volte minore rispetto al suo stato naturale che e' gassoso.
    Comprimere il gas per il trasporto è un procedimento necessario per le importazioni di gas da Paesi con cui abbiamo un confine marittimo, ad esempio l’Algeria. Inoltre, allo stato liquido il gas non è infiammabile, permettendo così un suo trasporto in sicurezza sulle metaniere.
     
    La rigassificazione è processo contrario: il metano viene di nuovo reso gassoso e pronto per essere utilizzato nei tubi che poi arrivano fino alle nostre case. E' un processo che ovviamente va svolto nelle vicinanze del punto di arrivo, in modo che il guadagno che si ha nel trasportare il metano come liquido sia massimo.
     
    Le preoccupazioni del sindaco di Piombino non sono fondate. L'unico rischio che si corre nella procedura di rigassificazione è dato dalla natura infiammabile del metano: però questo è un rischio che c'è in ogni fase della sua lavorazione.
     
    Posizionare la postazione di rigassificazione al largo in mare rende i rischi nulli per la popolazione
     
    In Italia sono attualmente tre i rigassificatori attivi
    • offshore, si trova a Porto Viro, in provincia di Rovigo
    • onshore, è a Panigaglia, in provincia di La Spezia
    • su una "nave galleggiante" al largo della costa di Livorno

     

    ...insomma sembra un classico caso di sindrome NIMBY  devil

    1 commento:

    • nellopulvirentinellopulvirenti

      Pubblicato IL 23/06/2022, ORE 10:28

      Appassionato di

      Scopri di più

      Da una esperienza ultratrentennale di raffineria, dico che il rigassificatore in mare non è affatto pericoloso, anzi, qualsiasi tipo di incidente (molto rari) non impatta sulla terraferma. Dico solo che la negazione di tali impianti è puramente strumentale e politica. Oggi gli impianti nucleari, i rigassificatori, i termovalorizzatori sono di tecnologia avanzata e quindi più sicuri di 40/50 anni fa. D'altronde non abbiamo altra scelta che adeguarci agli altri paesi europei. Loro sono in stato più avanzato. le responsabilità vanno date a tutta la classe politica che non ha saputo o voluto prendere decisioni in tal senso, influenzata da pseudo verdi che negano ogni cosa che vada in contrasto alla natura(?)

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