Cosa significa "revenge porn"?

Ogni tanto al tg sento questa frase "revenge porn" ma non so l'inglese e non capisco bene di che si parla.
Qualche mese fa anche Diletta Leotta ne è stata vittima, ma di che si tratta?
 

massimicsmassimics

Pubblicata IL 26/02/2021, ORE 15:58
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  • piemme39piemme39

    Pubblicato IL 06/03/2021, ORE 15:39

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    non lasciare attaccato il fili alle prese

     

  • lannalbertinalannalbertina

    Pubblicato IL 03/03/2021, ORE 14:23

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    io sono una donna, quindi la mia è un'opinione che trascende quella che è spesso la gretta e retrograda meschina mentalità maschile. Però bisogna ammettere che se certe foto non te le fai, nè te le fai fare, allora si che sei sicura che non andranno a finire da nessuna parte che non sia il tuo cellulare. A cosa servono? Chi sono queste che si fanno foto in pose ed abbigliamenti quantomeno " minimal"? C'è in loro una forma di esibizionismo? bene allora poi non si debbono lamentare se fanno il giro del web.

  • pibolopibolo

    Pubblicato IL 26/02/2021, ORE 16:14

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    la frase significa letteralmente "vendetta porno" o "pornovendetta" e in breve si tratta della diffusione in rete di  foto o i video intimi di una persona, ovviamente senza il suo consenso oppure anche dopo che il consenso e' stato ritirato.
     
    Perche' si fa il revenge porn? I motivi possono essere diversi:
     
    • per far del male attraverso la gogna pubblica al proprio ex-partner: nei vecchi tempi si scriveva il nome dell'ex fidanzata nei gabinetti delle autostrade, adesso invece si mettono online le foto o i video intimi della persona che si vuole colpire. Spesso le immagini intime sono accompagnate da sufficienti informazioni per identificare la persona o contengono infromazioni sulla sua abitazione o sul suo lavoro, in modo da mettere la donna (che e' il bersaglio nella maggior parte dei casi) in difficiltà con i suoi familiari, amici e colleghi di lavoro.
    • per ottenere dei soldi ricattando la persona: in alcuni casi dei truffatori ricattano le vittime dando a intendere di essere in possesso di filmati o immagini intimi allo scopo di ottenere un ritorno economico: spesso agiscono "agganciando" le vittime sui social e poi dichiarando di aver avuto accesso al loro computer e aver ottenuto queste immagini.
    • nel caso di Diletta Leotta (e di tanti altri vip) le immagini ottenute hackerando il telefonino o i social e diffuse andavano a finire in chat di gruppo di telegram di persone che pensano che rovinare la vita delle persone sia divertente.
     
    Negli ultimi anni si sono verificati parecchi fatti di cronaca, anche con esiti tragici (tutti ricordano il caso di Tiziana Cantone) e sono stati assunti provvedimenti atti a contrastare il fenomeno. Nei vari paesi, coloro che mettono in pratica il revenge porn possono essere accusati, a seconda dei casi, di molestia, violazione della privacy, diffamazione e in alcuni casi particolarmente gravi anche di istigazione al suicidio.
     
    In italia dopo un vasto movimento d'opinione seguito al suicidio di Tiziana Cantone, all'interno della legge 19 luglio 2019, n. 69  l'articolo 10  che puoi leggere qui introduce nuove disposizioni per la tutela contro la violenza domestica e di genere e prevede sanzioni per il fenomeno: 
     
    "chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro danno. La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici."
     
    recentemente la legge e' stata applicata contro le persone responsaibli di aver diffuso il video che ha portato al licenziamento di una maestra d'asilo
     

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