Al limite, che vittoria è?

Il PD sente di aver vinto queste elezioni in Emilia e Calabria in quanto i suoi candidati hanno ottenuto il risultato decisamente migliore rispetto agli altri partiti. A suo modo ha ragione, visto che l'stensionismo ha colpito tutti i partiti politici, il PD meno dagli altri. 

Questa volta ha votato il 40% degli aventi diritto. Ora la mia domanda è questa, secondo voi c'è un limite di partecipazione sotto il quale le elezioni non si potrebbero considerare valide (e nel caso quale reputate potrebbe essere), oppure le elezioni sono moralmente valide, indipendentemente dalla percentuale dei votanti, se gestite correttamente dando la possibilità a tutti coloro che lo desiderano di esprimere il proprio voto?

 

cuorefarimaconcuorefarimacon

Pubblicata IL 24/11/2014, ORE 17:12
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Risposte Geniali

  • Miglior Risposta

    lupogrigio1953lupogrigio1953

    Pubblicato IL 24/11/2014, ORE 18:16

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    Chi non va a votare lo fa per una sua libera scelta.

    Non è che se uno non vuole votare, allora non ci sarà nessun governo, ma semplicemente si farà a meno di lui.

    Del resto, se la politica è quello che è, non è che i cittadini siano tanto migliori dei politici; basta prendere la macchina e andare un po' in giro per le strade...

    3 commenti:

    • 76397639

      Pubblicato IL 27/11/2014, ORE 07:52

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      Condivido pienamente la TUA rispsta.Ricordo,non essendo un giovincello,un manifesto per le elezioni del dopoguerra,che accanto a quelli dei vari partiti,con Mazzini,Garibaldi,Scudo Crociato,Falce e Martello,Edera,etc.,etc.,aveva la foto di un ASINO!!!, sotto al quale c'era scritto "IO NON VOTO", CHE SIA IL CASO DI RIPROPORLO???.In conclusione,la democrazia prevede la liberta', quindi noi siamo liberi di votare o no, MA L'ASINO RIMANE ASINO.Salutissimi.Silvano Giorgetti.

    • livanolivano

      Pubblicato IL 27/11/2014, ORE 12:51

      Appassionato di dubbi legali, politici italiani

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      caro lupogrigio, Churcill diceva:ogni popolo ha il governo che si merita. stammi bene ciao

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  • livanolivano

    Pubblicato IL 26/11/2014, ORE 20:02

    Appassionato di dubbi legali, politici italiani

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    sono d'accordo con fagottino.Io ho sempre votato per il "meno peggio":la perfezione ovviamente non esiste.Il Presidente degli Stati Uniti viene eletto con circa il 30% dei voti e nessuno ha mai trovato da ridire:chi non va a votare delega altri a decidere per il proprio futuro.Ho letto che la FIOM ha suggerito ai suoi iscritti di non andare a votare:SE FOSSE VERO si può capire il grado di rissa che esiste in Italia.

  • salvatore1782salvatore1782

    Pubblicato IL 26/11/2014, ORE 19:36

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    A mio parere ci dovrebbe essere, per la validita di una elezione, una partecipazione del 51% degli  aventi diritto, ma considerando che comunque le elezioni sono libere da imposizioni purtroppo si debbono considerare valide anche se partecipa una percentuale inferiore al 50%

  • marcoforte40marcoforte40

    Pubblicato IL 26/11/2014, ORE 18:22

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    penso che non andare a votare significa fare il gioco dell'avversario.infatti se un partito tiene 60 sostenitori e l'altro solo 40, ma alla consultazione elettorale del primo vanno a votare solo 30 e del secondo tutti e 40, giustamente il partito che aveva meno sostenitori vince e andrà a governare. queste elezioni saranno validissime per la semplice ragione che votare o astenersi è un fatto puramente VOLONTARIO.

  • giankalab2014giankalab2014

    Pubblicato IL 26/11/2014, ORE 16:38

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    Il voto dovrebbe essere reso obbligatorio per tutti pena l'esclusione dai servizi pubblici incluso i servizi sanitari. Non é possibile che un partito dichiari la vittoria quando ottiene 2 voti su dieci (o venti su cento) come ha fatto il PD e il resto del Paese ne subisca le conseguenze. La maggiooranza deve esserlo di fatto e non virtuale.l

    1 commento:

    • giuseppe2329giuseppe2329

      Pubblicato IL 26/11/2014, ORE 18:22

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      Non ricordo la l'epoca che il voto era obbligatorio, pena l'esclusione di alcuni servizi, sono d'accordo con giancìkalab2014, ma non sono d'accordo co l'esclusione dai servizi sanitari, d'altra parte anche chi non vota, il servizio sanitario se lo paga con le tasse. Però sarei d'accordo con escludere tali soggetti dal beneficiare di detrazioni fiscali sul 730, dal percepire gli assegni famigliari per chi li percepisce, assegni di invalidità e di accompagnamento ed altre agevolazioni sulle quali non anno alcun diritto in quanto, non votando non si sentono cittadini Italiani. Politici meditate e datevi da fare.

  • fagottino11fagottino11

    Pubblicato IL 24/11/2014, ORE 18:36

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    ciao geppis,

    non mi sembra che si possa tenere in considerazione il quorum del 5% in quanto la logica è completamente diversa, basandosi su una necessità di governabilità.

     

    E non sono neppure d'accordo sull'arbitrario  20% in quanto o si parte dal presupposto che la votazione deve essere rappresentativa (e allora il 20% è davvero pochino) oppure si sceglie in base all'idea che chi rinuncia a votare perde il diritto a dire la sua e allpra ogni limite non è sensato.

    In ogni caso mi sembra che non esista limite di legge e quindi non può che essere scelta la seconda ipotesi.  Se in Emilia-Romagna avessero votato 100 persone, loro avrebbero scelto il Presidente della Regione

  • geppis2geppis2

    Pubblicato IL 24/11/2014, ORE 18:30

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    mi sembra una buona domanda, difficile da rispondere come ogni volta che si utilizza il concetto di "limite".

    Sono d'accordo con te, ci dovrebbe essere un minimo sotto il quale un'elezione deve considerarsi nulla. La legge regionale, se ho capito bene pone un limite del 5% infattio dice

    "Non sono assegnati seggi alle liste che non raggiungano il 3% dei voti a livello regionale, a meno che queste liste non siano collegate ad un candidato Presidente che ha ottenuto almeno il cinque per cento dei voti."

    Quindi - se ho capito bene - il Presidente per essere eletto deve avere almeno il 5% dei voti validi. Si potrebbe quindi scegliere di considerare questa soglia il valore minimo anche in ottica di voti minimi espressi.

    Da un punto di vista etico però salirei di molto, dicendo che sotto il 20% non si può considerare un voto valido e che si deve tornare a votare

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