Corriere della Sera lancia il programma Me-MMT di salvezza economica per l'Italia. Che cos'è? E perchè può essere utile per farci uscire dalla crisi?

Sul Corriere della Sera è stata pubblicata una lettera di Paolo Barnard nel quale trova spazio il programma Me-MMT di salvezza economica per l'Italia dal titolo "Non eravamo i Piigs. Torneremo Italia" Si tratta di un programma economico e politico utile per guidare il nostro stato fuori dall'Eurozona, a recuperare la sovranità monetaria e parlamentare e salvare nel'immediato imprese e occupazione.

 

Qualcuno sa di cosa si tratta esattamente? Quali sono le linee guida contenuto in questo documento?  

ilducapazzoilducapazzo

Pubblicata IL 23/11/2012, ORE 15:28 | Aggiornata IL 23/11/2012, ORE 15:39
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    kobayashi87kobayashi87

    Pubblicato IL 23/11/2012, ORE 15:37

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    Tra gli estensori del documento "Non eravamo Piigs. Torneremo Italia" (che è disponibile anche in formato pdf che è liberamente consultabile da tutti in formato pdf) ci sono Mosler e Forstater (microeconomisti americani), Parguez (microeconomista francese) e Barnard giornalista italiano noto per essere stato il primo sostenitore in Italia della Modern Money Theory. Si tratta di un programma a cui hanno partecipato anche i cittadini che hanno contribuito con quote libere ma fondamentali per far si che il programma Me-MMT venga conosciuto anche al di là del web. 

     

    Paolo Barnard è stato ospite in tv a L'Ultima Parola dove ha cercato di spiegare perchè l'operato del governo Monti e l'entrata nell'Euro hanno rappresentato per l'Italia un ecomocidio. E come dice lui nella lettera aperta che spiega quali sono le finalità del programma Me-MMT "La struttura dell'Eurozona non lascia scampo al Paese, proprio perché disegnata per sottometterlo, in tutte le sue sovranità, agli interessi di élite sovranazionali finanziarie e speculative che lucrano depredando la nostra ricchezza così faticosamente costruita in decenni".  

     

    L'austerità che è stata imposta dalla Troika non ha fatto altro che distruggere i redditi dei cittadini italiani e la capacità produttiva delle imprese portando ad un vortice di suicidi che non è possibile lasciar passare inosservato. E come ha spiegato più volte Barnard il nostro paese era il quinto più ricco del mondo ma poi è sprofondato tra i Piigs. Il pareggio in bilancio è stato inserito in Costituzione e bisogna sapere che "L'Euro è emesso da un sistema di banche centrali, viene immesso direttamente nelle riserve dei mercati di capitali privati europei. Gli stati ex sovrani devono andare a bussare alla porta da questi strozzini e chiedere ogni singolo euro che spendono, vengono strozzinati dai tassi di interesse e questo ha creato il disastro economico e finanziario". 

     

    Dobbiamo restituire ogni singolo centesimo di euro ai mercati dei capitali privati che stanno fuori dall'Italia. Da quando è entrata nella moneta unica l'Italia ha perso la propria sovranità monetaria e La BCE emette moneta al posto degli stati, e presta questi soldi solo agli investitori internazionali (grandi banche private) da cui gli stati prendono in prestito i soldi per servizi pubblici. Poi ovviamente gli stati devono restituire il prestito con l'interesse. La perdita della sovranità monetaria è stata l'inizio del tracollo dell'economia dell'Italia ma anche di Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo ossia tutti quegli stati a cui la Germania ha voluto imporre il pareggio in bilancio che non dimentichiamo che da noi è stato inserito in Costituzione.

    2 commenti:

    • piero194962piero194962

      Pubblicato IL 26/11/2012, ORE 17:47

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      Quando usciremo dal letargo?

    • claudio1196claudio1196

      Pubblicato IL 04/12/2012, ORE 11:35

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      Sarà molto dura uscire dal letargo: Sono dalla parte dello status quo il PD, parte del PDL, Casini, Fini , Rutelli, Montezemolo, Monti, Napolitano e tutto l'apparato burocratico statale compresa la magistratura, dalla parte del risveglio c'è il M5S,una parte del PDL, una parte dell'IDV e la Lega Nord. Le forze in campo non sono sicuramente equilibrate ma le rivoluzioni sono sempre partite dalle minoranze....................

  • sergioheartsergioheart

    Pubblicato IL 22/12/2012, ORE 15:20

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    Non abbiamo bisogno degli Einstein per raddrizzare l'economia italiana.

    Siamo tutti noi che dobbiamo cambiare e dare un segno di civiltà. 

  • kinowa201kinowa201

    Pubblicato IL 20/12/2012, ORE 20:47

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    ha ragione è meglio tornare alla lira. Prima con 100.000 lire stavo bene e per consumarle ce ne voleva. con 100,00€ non combini niente. Sarà strano  ma con la lira si viveva bene.

  • il-gatto02il-gatto02

    Pubblicato IL 08/12/2012, ORE 17:13

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    a che cosa serve esprimere la propria opinione se poi non possiamo fare nulla per cambiare le cose? Che dopo tutti gli sproloqui che abbiamo letto fino ad ora domani cambierà qualcosa?

  • hofattounsogno1hofattounsogno1

    Pubblicato IL 04/12/2012, ORE 13:36

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    mortadella ci ha portato in Europa senza chiederci nulla alla faccia della democrazia. Questi sono i risultati, grazie e ancora grazie

  • robyroby48robyroby48

    Pubblicato IL 04/12/2012, ORE 11:01

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    LASCIARE L'EURO RIPRENDERE IN MANO LA NOSTRA ECONOMIA AIUTANDO IMPRESE E PICCOLE ATTIVITà CHE VOGLIONO INVESTIRE, SCARICARE TUTTO CIO CHE SI SPENDE , FACENDO COSI SAREMMO NOI I TUTORI E NON I MILITARI DELLA FINANZA , TASSARE IL RIMANENTE AL 50% DIMEZZARE LE SPESE POLITICHE E CHE LE BANCHE RITORNINO A FARE LE BANCHE NO I PORTABORSE DELLE GRANDI LOBBY

  • nilvianilvia

    Pubblicato IL 27/11/2012, ORE 07:09

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    Credo che la gente non sposi l'idea di tornare alla lira, o comunque di riappropriarsi della propria autonomia monetaria perchè non è certa che questa sia la cosa migliore. Nessuno può dire con certezza cosa succederebbe se l'Italia uscisse dall'Euro, c'è chi paventa scenari apocalittici chi dice che sarebbe la salvezza, ma non esiste una certezza matematica. Una cosa certa invece, come dice Barnard,  è che se rimaniamo nell'Euro finiremo strangolati dal debito e schiavi delle banche, è sufficente sapere che l'italia si è impegnata oltre a pagare tutti gli interessi alle banche per il debito corrente ( non più in mano agli italiani), e a ridurre la spesa corrente per rientrare nel pareggio di bilancio,  di restituire per i prossimi 20 anni  70 miliardi e oltre all'anno per ridurre lo stesso debito a 600 miliardi di euro contro i 2000 attuali. Ecco la domanda che la gente dovrebbe farsi è : come può l'Italia pagare un simile debito ? . Già la riduzione della spesa corrente e il pagamento degli interessi sul debito implicano una riduzione sensibile della qualità della vita del popolo italiano ( meno servizi e più tasse) ma quando dovremo cominciare a ripagare il debito facendo uscire dalle tasche degli italiani altri 70 miliardi all'anno sarà la debacle totale, significa distruggere la nazione e la sua possibilità di crescita. L'unica soluzione possibile sembra essere quella di vendere -svendere all'estero gran parte del patrimonio nazionale. Invece di chiedere a Monti come pensa di risolvere il problema dei malati di SLA ( cosa importantissima) o di raggiungere il pareggio di bilancio ( cosa facilissima : basta un po' di spending review) come pensa di mantener fede al patto di stabilità europeo ( cosa impossibile) , dove pensa di trovar le risorse per pagare questi 70 miliardi di euro all'anno ( si pensi che 70 miliardi valgono l'intero comparto scuola e sicurezza) . La risposta non c'è , o almeno non può essere detta, perchè questo comporterebbe far conoscere agli italiani il destino che gli è riservato . se gli italiani conoscessero veramente cosa ci aspetta da qui ai prossimi vent'anni state pur sicuri che andrebberò di corsa in piazza a riappropiarsi della propria liberta, e invece si continua a parlare di Renzi, di Bersani o di Grillo o dei vari parlamentari come se questi fosserò il vero problema del paese. Noi stiamo andando verso un precipizio e ci si chiede chi debba guidare l'autobus  per andarci più contenti e soddisfatti e non come fare per evitarlo. Di soluzioni ne esisterebbero, purtroppo l'italiano medio preferisce non lasciare la strada vecchia per la nuova, anche perchè, pensa,  non si sà dove conduce la strada nuova, però il problema e che non gli vien detto dove porta la strada vecchia.

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