Sondaggio e...controllo

Ho partecipato a un sondaggio svolto in casa mia.La signora era carinissima,il sondaggio gradevole.Alla fine ha richiesto i miei dati personali e il numero di telefono per un eventuale controllo.Sono stata contattata dall'istituto di ricerca ,mi hanno fatto il controllo e che controllo.Non hanno solo chiesto la conferma della mia partecipazione ma hanno fatto le domande tipo:dove si era svolta l'intervista,a che ora,quanto è durata ecc.Dopo ,immancabilmente,ho cominciato a ricevere varie telefonate con le offerte commerciali.Ma è tutto regolare,a cosa servono così detti "controlli"?

marghy12marghy12

Pubblicata IL 11/09/2012, ORE 11:04
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  • dottoecottodottoecotto

    Pubblicato IL 11/09/2012, ORE 12:22

    Appassionato di attualità e politica, cultura, letteratura, sport, storia, tecnologia

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    Ciao, ti consiglio di leggere attentamente questo dato (e stare un po' più attento nei sondaggi ;-) )

     

    La tattica di partire con una richiesta piccola per ottenere infine l’assenso a richieste affini di portata molto maggiore ha un nome in gergo: è la tecnica del “piede nella porta”. La sua efficacia ha cominciato ad essere riconosciuta in campo scientifico verso la metà degli anni ‘60, quando gli psicologi Jonathan Freedman e Scott Fraser pubblicarono alcuni dati stupefacenti. Si trattava di un esperimento in cui un ricercatore era andato di porta in porta in un sobborgo elegante, in California, presentandosi ai proprietari come un volontario della campagna per la sicurezza del traffico e avanzando una richiesta assurda: installare un cartellone nel prato antistante la villetta. Per dare un’idea dell’effetto, mostrava una fotografia di una bella casa deturpata da un enorme cartello che la nascondeva quasi completamente, su cui in pessimi caratteri si leggeva «GUIDATE CON PRUDENZA». Come si può ben capire, la richiesta era stata normalmente rifiutata dalla grande maggioranza (83%) degli altri abitanti della zona, ma in questo gruppo la risposta fu molto positiva: Il 76% mise a disposizione il suo giardino.

    La ragione primaria di questa sorprendente remissività ha a che fare con un piccolo fatto avvenuto due settimane prima.

    Queste persone infatti si erano assunte un sia pur limitato impegno per la campagna per la sicurezza del traffico. A casa loro si era presentato un altro “volontario” chiedendo di accettare ed esporre un adesivo (8 x 8 cm) con la scritta «GUIDA SICURA». Era una richiesta così insignificante che quasi tutti avevano acconsentito. Ma gli effetti furono enormi: il fatto di averla accettata quindici giorni prima li rendeva molto più disponibili del normale verso una richiesta enormemente maggiorata.

    Freedman e Fraser non si sono fermati qui, ma hanno provato su un altro campione una procedura leggermente diversa. Qui la prima richiesta era di firmare una petizione per «salvaguardare le bellezze della California». Naturalmente, firmarono quasi tutti perché la bellezza dell’ambiente, come l’efficienza del governo o le cure prenatali, è uno di quegli argomenti su cui nessuno ha da eccepire. Un paio di settimane dopo, si presentava un altro “volontario” con la solita proposta del cartellone per la sicurezza stradale. Per qualche verso, la risposta di questo gruppo è la più sorprendente in questa ricerca: circa la metà accettò di farsi installare il cartellone in giardino, anche se il piccolo impegno assunto quindici giorni prima non riguardava la sicurezza stradale ma un tema molto diverso: la salvaguardia delle bellezze ambientali. Sulle prime, anche gli autori della ricerca rimasero interdetti. Perché il piccolo gesto di firmare una petizione ambientalista doveva indurre a un sacrificio molto più grosso e di tutt’altro genere? Scartate altre spiegazioni, Freedman e Fraser hanno trovato quella che permetteva di risolvere l’enigma: la firma della petizione aveva avuto l’effetto di modificare in quelle persone l’immagine di se stessi. Dopo la firma, si consideravano animati da spirito civico e pronti ad agire in armonia con tali principi. Quando, due settimane dopo, si sono trovati di fronte alla richiesta di prestarsi per un’altra iniziativa dettata da nobili scopi, non si sono tirati indietro per mantenersi fedeli a questa nuova immagine di sé.

    Quello che può intervenire è un cambiamento nel modo di pensare e di sentire circa il fatto di lasciarsi coinvolgere o prendere iniziative. Una volta che ha acconsentito a una richiesta, l’individuo può cambiare atteggiamento, diventare ai propri occhi quel tipo di persona che fa questo genere di cose, che acconsente alle richieste di sconosciuti, che prende iniziative per le cose in cui crede, che collabora alle “buone cause.

    L’insegnamento che se ne può ricavare è di essere molto cauti prima di accondiscendere a richieste di poco conto. L’assenso può non solo renderci più disponibili verso richieste simili e molto più impegnative, ma anche più inclini a rendere favori o servizi più grossi che con quel primo episodio hanno un legame tenuissimo.

    Cialdini Robert, “Le armi della persuasione”, Giunti, pag. 69

  • stefano1412stefano1412

    Pubblicato IL 11/09/2012, ORE 11:25

    Appassionato di attualità e politica

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    A nulla, non servono a nulla. Mai abboccare a queste cose, tipo le interviste per strada o le firme su un modulo per varie associazioni di qualsiasi tipo. Poi mai dare i propri dati personali, ma proprio mai.

    1 commento:

    • marghy12marghy12

      Pubblicato IL 12/09/2012, ORE 13:46

      Appassionato di genitori e figli, salute e benessere, società e costume

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      Io ti ringrazio,ma si trattava di un semplice sondaggio,Demoscopea è uno degli istituti più famosi e importanti e fin qua nulla di strano.Gli altri paesi sono sommersi dai vari sondaggi e la gente partecipa più che volentieri,in Italia ci deve sempre essere qualche truffa sotto?una volta che esprimo la mia opinione sul prodotto appena assaggiato il discorso dovrebbe essere chiuso,invece no...Per quanto riguarda i dati personali non crederai ancora alla famosa privacy?Anche perchè la firma che metti sul foglio della privacy consente alla trasmissione dei tuoi dati a tutti gli istituti di ricercha e strategie di mercato.La famosa raccolta punti,la fedelty card ovunque lasci i tuoi dati,questo (per me) non è un problema,mi ruga il fatto che una volta fatta l'intervista,la facenda dovrebbe essere chiusa.

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