Allarme FMI: la crisi durerà altri 5 anni. E Italia Grecia e Portogallo? Da cosa dipende la fine della crisi

Austerity, debito in aumento, stabilità e crescita soggette al rating. Queste le condizioni di Italia, Grecia, Irlanda, Spagna e Portogallo.

La Grecia è quasi allo stadio terminale, con bambini al limite della malnutrizione e il Fondo Monetario Internazionale che dichiara che la crisi potrebbe durare altri 5 anni.

Ma l'uscita dalla crisi, da cosa dipende realmente?

vago_girovago_giro

Pubblicata IL 11/04/2012, ORE 14:27 | Aggiornata IL 11/04/2012, ORE 15:55
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Risposte Geniali

  • Miglior Risposta

    Prendo degli estratti dall'analisi di un importante professore di economia americano William K. Black  (docente presso l’University of Missouri Kansas City) che si focalizza sulla natura sbagliata dell'euro e della sua impostazione totalmente a sfavore dei paesi che la utilizzano in quanto moneta "estranea" (perché non sovrana cioè non emessa dalla banca centrale di ogni singolo paese). Black spiega molto semplicemente il circolo vizioso in cui sono entrati i paesi in crisi e perché se non cambiano non ne usciranno.  

    "I progettisti dell’euro hanno individuato nella sovranità nazionale economica la più grave minaccia per il successo dell’euro. La loro grande paura era che l’inflazione potesse portare ad un euro debole, e allora hanno adottato il “Patto di Stabilità e Crescita”, per limitare drasticamente le capacità degli Stati membri di controllare le loro politiche fiscali. Il Patto ha proibito ai paesi membri l’esercizio di un deficit di bilancio, anche nel corso di una grave recessione o depressione.

    La Banca Centrale Europea è stata creata con l’unico mandato di prevenire l’inflazione, anche benigna. È stata diretta, non per cercare di contrastare recessioni anche gravi, la disoccupazione di massa, e la povertà estrema. Neppure, è stata designata per funzionare come prestatore di ultima istanza.

    Le nazioni ai margini dell’Eurozona non hanno alcuna speranza realistica di influenzare le politiche della BCE. Tre sono state le implicazioni importanti per le nazioni che hanno adottato l’euro e, abbandonando la loro moneta sovrana, hanno ceduto la sovranità economica.

    - In primo luogo, i paesi membri hanno abdicato al loro unico mezzo affidabile per risollevarsi da una grave recessione o depressione.

    - In secondo luogo, i paesi membri si sono resi indifesi agli attacchi devastanti da parte dei mercati finanziari, dovessero piombare in una crisi economica.

    -In terzo luogo, le nazioni marginali hanno posto la loro sovranità politica in grave pericolo, dovessero cadere in crisi economica.

     

    Una nazione che utilizza l’euro non è un’emittente di moneta sovrana. I suoi debiti sovrani, quindi, sono intrinsecamente espressi in un’altra valuta, l’euro nello specifico.

    Quando una nazione cade in recessione, o piomba in una crisi debitoria, i mercati del debito producono un circolo vizioso. Come il debito sovrano aumenta, le agenzie di rating abbassano i giudizi, il che produce l’aumento dei tassi di interesse sul debito sovrano, fattore che comporta l’aumento dei costi del debito, con i conseguenti ulteriori declassamenti di rating.

    L’unica istituzione costituita per dare assistenza ad uscire dalla crisi era prevista esterna al sistema dell’euro, il Fondo Monetario Internazionale (FMI).

    Il FMI concede prestiti alle nazioni e pretende in cambio austerità, privatizzazioni e deregulation.

    L’austerità rende peggiori le recessioni, e la deregolamentazione è una delle cause delle crisi finanziarie, quindi i prestiti del FMI si rivelano spesso distruttivi per le nazioni beneficiarie. Il FMI non è stato mai disposto ad accollarsi l’esposizione delle perdite, diventando un prestatore di ultima istanza verso i paesi marginali. Ciò ha costretto l’Unione europea (UE) e la BCE a creare un fondo che operasse in collaborazione con il FMI per prestare ai membri dell’Eurozona incappati nella crisi. L’UE ha prestato alle nazioni ai margini, imponendo condizioni di austerità, privatizzazioni, deregolamentazione, condizioni che si sono rivelate persino più distruttive di quelle imposte dal FMI.

    La recessione comporta una domanda gravemente insufficiente. Durante una Grande Recessione, il taglio dei salari della classe operaia e, contemporaneamente, della domanda nel settore pubblico attraverso misure di austerità, riduce ulteriormente la domanda e aumenta la disoccupazione."

     

    6 commenti:

    • beppedilivornobeppedilivorno

      Pubblicato IL 29/04/2012, ORE 19:18

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      Esatto. Allora il prof. Monti dovrebbe spiegare come si farà lo "sviluppo", cioè aumentare l'offerta di beni quando la domanda aggregata langue o è deficitaria. Il tutto in un quadro di trasformazione industriale e tecnologica. Quos vult perdere Jupiter dementat prius. O non è cosi'? Che lo facciano apposta?

    • cossmar1961cossmar1961

      Pubblicato IL 29/04/2012, ORE 21:09

      Appassionato di

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      Tutti commenti hanno perso di vista l'obiettivo centrale. Il lavoro produce pane macchine per lavorare e tutto ciò che serve per il benessere di tutti, gli Euro e i dollari di cui tutti parlano servono per riscaldarsi durante l'inverno. Eliminate i soldi e trovate una soluzione per distribuire i beni prodotti dall'economia.

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  • sarabanda82sarabanda82

    Pubblicato IL 27/02/2013, ORE 08:44

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    Visto che in Italia abbiamo appena votato e almeno i vincitori hsnno detto di voler cambiare rotta sull'euro, comincino a guardasi intorno e chiedino l'appoggio dei paesi PIIGS rinegozino tutti i trattati e se non verranno ascoltati abbandonino in blocco lamoneta unica "EURO" vedrete che paura si prendono la Germania e gli altri sostenitori dell'austerita, hanno da perdere più loro vhr noi. Basterebbe tirare fuori le palle e non dire dempre si.

  • libero366libero366

    Pubblicato IL 16/01/2013, ORE 18:34

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    non votate monti o bersani.

    io proverei con grillo , almeno è incazzato duro come noi

  • beppedilivornobeppedilivorno

    Pubblicato IL 29/04/2012, ORE 19:15

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    A questi politici nessuno perdonerà mai di avere imbrogliato gli italiani per favorire gli interessi innominabili di criminali e iontrallazzatori, anche internazionali.

  • io credo da povero ignorante che la colpa di questa crisi sia colpa di banche e i grandi magnati della finanza e petrolieri se i nostri politici non prendono provvedimenti la crisi sarà molto lunga

  • germanbrandgermanbrand

    Pubblicato IL 29/04/2012, ORE 17:38

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    Votare per persone che non hanno mai avuto contatti con le precedenti formazioni o partiti politici può essere il primo passo per creare una nuova classe dirigente. Non possiamo pià consentire a questi parassiti di impoverire il paese e le future generazioni. Abbiamo bisogno di uomini di stato ..di persone che antepongano il paese ai propri squallidi interessi. Non votare o astenersi è un atto illogico. Alle prossime elezioni cerchiamo di andare in massa escludendo tutti gli attuali politici e privilegiamo coloro che con molta concretezza si renderanno disponibili a creare le condizioni per una rinascita vera . La mancanza di esperienza politica nei futuri amministratori deve essere un requisito imprendiscindibile da valutare positivamente. Questo è l'unico vero modo per distruggere un sistema che si autoalimenta sulla pelle dei cttadini ....una nuova classe politica ..una classe dirigente onesta e competente. 

  • yawkyawk

    Pubblicato IL 29/04/2012, ORE 17:38

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    quando uno stato come l'italia, incassa 100 e spende 1000,soprattutto per il mantenimento dei  privilegi  dei signori di roma/regioni/province ,la crisi e' inevitabile. E' inutile continuare a riempire le tasche di soldi,se le tasche sono bucate !!!! Se si tagliassero drasticamente i costi della politica,la crisi la sentiremmo solo in maniera superficiale. Ma i signori di roma vogliono farci credere il contrario

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