Congedi di paternità e parentali: i papà sono discriminati? Perché lo stato italiano non tutela le famiglie?

I papà sono discriminati nella concessione dei congedi di paternità e parentali?

Attualmente, la legge riconosce al padre il diritto di astenersi dal lavoro nei tre mesi successivi alla nascita del figlio, usufruendo del congedo di paternità e della relativa indennità pari all'80% della retribuzione, solo in caso di:

. morte o grave infermità della madre. abbandono del bambino da parte della madre. affidamento esclusivo al padreMa vi pare?!! La maternità dovrebbe essere un diritto per le donne così come la paternità per gli uomini.... Possibile che non ci sia un escamotage per cui anche il padre possa usufruire di permessi al momento della nascita di un figlio?

Vi siete mai chiesti perché in Scandinavia e nel nord Europa ci sono così tanti bambini? Perché lo stato italiano non tutela le famiglie?

wizardofozzywizardofozzy

Pubblicata IL 21/10/2010, ORE 10:12 | Aggiornata IL 21/10/2010, ORE 10:49
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Risposte Geniali

  • ciccio520ciccio520

    Pubblicato IL 12/06/2015, ORE 17:31

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    Con i decreti attuativi del Jobs Act ci sono una serie di novità per i congedi parentali. "Tutte le categorie di lavoratori, non solo i lavoratori dipendenti, potranno godere adesso di eventuali congedi di paternità, nel caso in cui la madre non sia in condizione di fruire del congedo". Maggiori informazioni le trovi su 

    Congedo parentale facoltativo, novità nel Jobs Act
  • sergio1189sergio1189

    Pubblicato IL 18/02/2011, ORE 12:17

    Appassionato di

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    guarda qui tutte le informazioni sul congedo paternità!

  • lupetto1110lupetto1110

    Pubblicato IL 18/01/2011, ORE 07:24

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    Salve,e vero che i papa sono discriminati,da tutti ma soprattutto dallo stato

    Io sono un ragazzo padre con affidamento esclusivo da 10 anni perche la madre li ha abbandonati all'eta di tre anni e un'anno e mezzo e la legge tutela queste donne per  gli alimenti deve passare 144 euro per due figli nonostante ha un'azienda intestata,non si fa vedere per mesi dai figli e gli e concesso proviamo ha farlo  noi  padri questo per primo ci tolgono la patria protesta ...la legge e uguale per tutti ma non secondo il Giudice Peschiere del tribunale di Vigevano

  • Al di là della legislazione e degli escamotage che si possono trovare, sfruttando magari iniziative regionali o quant'altro, è opportuno pensare a come queste riflettano comunque una cultura tradizionale che in Italia vede le mamme schierate in prima linea nell'accudimento dei figli. La cultura nord europea è molto diversa, e non solo per le agevolazioni che i genitori hanno sul lavoro ma per i ruoli che ciascuno ricopre. La differenza cresce poi se consideriamo alcune regioni dell'Italia meridionale dove la cultura tradizionale è ancora molto radicata e molte donne scelgono di non lavorare e occuparsi della famiglia, scelta rispettabile ma che è vero non riflette più l'intera popolazione italiana. Per quelle donne che tengono a una propria carriera e soprattutto per quei padri che vogliono per scelta, non solo per necessità, vivere la propria "maternalità", speriamo che si aprano possibilità maggiori. 

  • ipayufabioipayufabio

    Pubblicato IL 27/10/2010, ORE 00:39

    Appassionato di di tutto un pò

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    Si, ciao. Lo stato che tutela i papà. E magari, anche le mamme e i bambini. Chi si credono di essere, questi signori che lavorano per sopravvivere e mantenere tutti? ROM, forse? O delinquenti? fabio

    11 commenti:

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  • sonnoliticasonnolitica

    Pubblicato IL 21/10/2010, ORE 10:54

    Appassionato di scienze e matematica, storia e filosofia

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    Ciao wizardofozzy. Una cosa sono i congedi di paternità (o maternità) di cui parli tu, un'altra i congedi parentali.

    Per "congedo parentale" si intende l'astensione facoltativa della lavoratrice o del lavoratore - per cui sono validi per entrambi.

    Il diritto di assentarsi dal lavoro per congedo parentale e il relativo trattamento economico sono riconosciuti anche nel caso in cui l'altro genitore non ne abbia diritto. Tale diritto spetta ai genitori durante i primi 8 anni di età del bambino per un periodo complessivo di max 10 mesi, così diviso:

    • alla madre lavoratrice, al termine dell'obbligatoria per max 6 mesi (frazionati o continuativi)
    • al padre lavoratore, per un periodo di max 6 mesi (frazionati o continuativi)
    • se il padre usufruisce di almeno 3 mesi continuativi il limite di 6 mesi passa a 7 ed il limite massimo complessivo da 10 a 11 mesi
    • se unico genitore max 10 mesi (frazionati o continuativi)

    È possibile per i due genitori usufruire dell'astensione facoltativa contemporaneamente:

    • prima il padre ne aveva diritto solo se la madre rinunciava
    • il genitore deve informare il datore di lavoro almeno 15 giorni prima il tempo stabilito dai contratti collettivi

    Questi invece sono i dettagli sul congedo economico.

    • indennità pari al 30% della retribuzione sino a 3 anni del bambino e per un periodo massimo complessivo di 6 mesi copertura figurativa normale.
    • per il restante periodo sia che venga effettuata dopo i 6 mesi entro i 3 anni del bambino, sia che venga usufruito dai 3 agli 8 anni, l'indenni-tà del 30% è prevista solo se:
    • il reddito del richiedente è inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo AGO (per il 2002 pari a e 12.762,43)

    Per questo periodo la contribuzione figurativa è contemplata, ma con un diverso sistema di calcolo. Viene preso come riferimento per calcolare la contribuzione, un valore pari al 200% dell'assegno sociale.

    Infine, i periodi di congedo parentale sono computati nell'anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie ed alla tredicesima mensilità.

  • senorafrogsenorafrog

    Pubblicato IL 21/10/2010, ORE 10:32

    Appassionato di cinema, filosofia, gossip, letteratura

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    Una soluzione per entrambi i genitori sono senz'altro i riposi giornalieri.

    Cito da borsavalorelombardia.net (trovi tutto nel PDF):

    I riposi giornalieri sono dei periodi di interruzione giornaliera del lavoro durante i quali è possibile uscire dall’azienda.

    BeneficiariLe madri lavoratrici con contratto di lavoro subordinato e, in via alternativa, anche i padri lavoratori con contratto di lavoro subordinato (quando le madri non se ne avvalgano). Si precisa che i riposi possono essere chiesti ed utilizzati dalla madre anche quando il padre del bambino stia già usufruendo del congedo parentale.Durata e modalità di fruizioneDurante il primo anno di vita del bambino, la madre ha diritto a:- due periodi di riposo di un ora ciascuno, anche cumulabili durante la giornata, se l’orario di lavoro è pari o superiore alle sei ore;- un periodo di riposo di un ora quando l’orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore;- periodi di riposo raddoppiati in caso di parto plurimo. Le ore aggiuntive possono essere utilizzate dal padre.

    I riposi giornalieri sono riconosciuti al padre:- nel caso sia l’unico genitore affidatario;- in alternativa, alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;- nel caso i cui la madre non sia lavoratrice dipendente;- in caso di morte o di grave infermità della madre.Tale diritto non è riconosciuto al padre se la madre sta fruendo del congedo di maternità o parentale.

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