Da dove deriva la parola Pasqua?

Sono un’amante della linguistica. Vorrei sapere qual è l’etimologia della parola Pasqua.

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Pubblicata IL 18/03/2009, ORE 11:33
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Risposte Geniali

  • La nascita della festa di Pasqua non ebbe pertanto un fondamento biblico. Secondo certi studiosi, infatti, in alcune lingue come l’inglese e il tedesco il nome stesso della festività [rispettivamente Easter ed Ostern] sarebbe di origine anglosassone e si riferirebbe alla primavera. Gli antichi pensavano che in quella stagione il sole rinascesse dopo mesi di morte invernale. Il termine italiano Pasqua e il francese pâques, invece derivano dall’antica parola ebraica pèsach, che significa “passaggio”. La cristianità sostiene che la Pasqua sostituisca questa festa ebraica, ma così facendo non tiene conto del fatto che Gesù sostituì la festa ebraica non con la Pasqua, ma con la sua cena commemorativa”.Lo storico Socrate perciò conclude: “Mi sembra che questa festa [Easter] sia stata introdotta nella Chiesa rifacendosi a qualche vecchia usanza, così com’è accaduto per molti altri costumi che si sono affermati”. Il gran numero di tradizioni pasquali provengono veramente da “qualche vecchia usanza”, l’usanza di nazioni idolatre! Il sacerdote cattolico Francis X. Weiser ha ammesso: “Alcune delle tradizioni popolari della Quaresima e della Pasqua risalgono ad antichi riti della natura”. Questi riti primaverili erano destinati in origine a “spaventare i demoni dell’inverno per farli fuggire”.

  • godai2000godai2000

    Pubblicato IL 01/04/2009, ORE 18:23

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    questa è migliore.....

     

    Per i Cristiani la Pasqua segna il culmine dell'anno liturgico celebrando la Resurrezione del Cristo, che è trionfo sulla morte e sul male del mondo. E' una festa mobile, che può cadere tra il 22 marzo e il 25 aprile, ossia la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera, proprio all'inizio della bella stagione, quando le ore di luce pareggiano quelle di buio e cominciano lentamente, giorno dopo giorno, a superarle, dando avvio alla metà luminosa dell'anno, da sempre considerata più propizia dagli esseri umani. Inevitabile, perciò, che le tradizioni pasquali abbiano legami più o meno espliciti con i riti, di origine remotissima, che esaltavano la rinascita della natura, la fecondità, la vita stessa che si rinnova dopo la desolazione dell'autunno e dell'inverno, la metà oscura dell'anno.

    Del resto, il termine inglese Easter o quello tedesco Ostern non hanno evidentemente nessuna affinità con l'ebraico pesah, ("passaggio"), da cui deriva il greco paska e il latino pascha: la Resurrezione di Gesù avvenne infatti durante la "Pasqua ebraica", che ricorda l'esodo dall'Egitto del popolo d'Israele, ma i Cristiani conservarono il nome della festività primitiva ad indicare un evento del tutto diverso da quello originario. Easter e Ostern, invece, etimologicamente, alludono a uno scenario mitologico pagano, che proprio nei giorni dell'equinozio festeggiava il ritorno della "stella dell'est", la divinità anglo-sassone della fertilità chiamata Eostre o Ostara, l'equivalente "nordico" delle mediterranee Afrodite e Venere e della babilonese Ishtar. Ne parla Beda il Venerabile, dotto monaco benedettino inglese, vissuto tra il settimo e l'ottavo secolo, che nel suo De temporum ratione la mette in relazione con il risveglio della vegetazione, mentre Jacob Grimm, in Teutonic Mythology, oltre a renderla generosa dispensatrice di fecondità, la collega alla luce d'oriente e all'equinozio, chiamato dai Celti Eostur-Monath e poi Ostara. Ebbene, il tema della luce, del "fuoco" ricorre molto anche nella cultura cristiana, che si è sovrapposta a quella pagana operando con essa una sorta di convincente, e a tratti inestricabile, sincretismo religioso.

    Nel suo Ramo d'oro Frazer ci parla delle feste del fuoco primaverili, che di solito iniziavano la prima domenica di quaresima: esse erano diffuse in tutta Europa, con scopo augurale e scaramantico. Intorno a tali "fuochi di gioia" si cantava e si danzava. I falò sulle colline, nelle intenzioni di chi li accendeva, dovevano propiziare la fertilità ed allontanare le congiunture atmosferiche negative, come i fulmini o la grandine e, quanto più tardi si spengevano, tanto più fruttifera sarebbe stata la terra. In Germania, ma anche in altre parti d'Europa e della stessa Italia, sembra che ancora oggi i contadini, in omaggio all'antico rito, raccolgano tutti i rami secchi che trovano nelle campagne, ne facciano un grande rogo e ne spargano le ceneri sui campi, mentre i tizzoni ardenti vengono portati all'interno delle abitazioni per scacciarne gli spiriti maligni. Da queste consuetudini deriverebbe la tradizione del grande cero pasquale, fuoco sacro per la religione cristiana, col quale il sacerdote, il sabato santo, prima della celebrazione della Messa di Resurrezione, usa riaccendere i lumi spenti della chiesa: sul buio, simbolo del dominio del male e del peccato, trionfa la luce, emblema di vita spirituale; per questo le candele santificate da quel fuoco sono (erano) degne di essere portate a casa e custodite con cura.

    Tra le usanze pasquali più diffuse e radicate c'è quella di scambiarsi le uova di cioccolato. L'uovo, da sempre, è simbolo di creazione, di rinascita: la primavera porta gli uccelli a deporre le uova e queste, per il cacciatore e il raccoglitore di un tempo lontanissimo, costituivano una preziosa fonte di sussistenza dopo le ristrettezze invernali. Presso molte mitologie, inoltre, l'uovo primordiale, embrione e germe di vita, è il primo essere a emergere dal caos: esso stesso emblema, per la forma, la compattezza, il valore oggettivo, ma soprattutto virtuale (dal suo dischiudersi può nascere un nuovo essere), di "cosmos". Una tradizione ancora oggi diffusa in area germanica è la ricerca, nei giardini delle case, delle uova nascoste dal "coniglio pasquale"; in Inghilterra invece si fanno rotolare sulla strada uova sode fino a quando il guscio non si sia completamente rotto.

    Tali usanze hanno uno stretto legame proprio con il culto di Eostre: infatti presso i pagani si celebrava il ritorno della dea andando a scambiarsi "uova sacre" sotto l'albero ritenuto magico del villaggi, in quanto la divinità proteggeva e favoriva la fertilità di ogni aspetto della natura. Cari ad Eostre erano la lepre o il coniglio, animali prolifici per eccellenza, che i britanni e i germani associavano alle divinità lunari, in quanto le aree nere della luna li rappresenterebbero. La raffigurazione della "lepre nella luna" è presente anche in tradizioni cinesi, africane e indiane. Alcune leggende narrano infatti del sacrificio dell'animale, che si sarebbe buttato spontaneamente nel fuoco per nutrire il Buddha affamato: in seguito, per gratitudine, egli avrebbe impresso l'immagine della lepre sulla luna. In Cina "l'animale lunare" è raffigurato con un mortaio e un pestello mentre prepara un elisir d'immortalità. Gli indiani algonchini addirittura adoravano la Grande Lepre come creatrice della Terra.

    L'antenato dell'odierno coniglio pasquale, dunque, quello che nasconde le uova nei giardini delle case perché i bambini tedeschi ne vadano gioiosamente alla caccia, era dunque la lepre di Eostre che deponeva l'uovo della vita per annunciare la rinascita della Natura. Il cibarsi delle uova a Pasqua, all'inizio del periodo primaverile, diventa così un rito di partecipazione alla resurrezione, mentre l'usanza di colorarle diversamente, prima di posarle su un cestino di vimini, anch'esso abbellito da nastri e fiocchi, per portarle a benedire in chiesa, è un probabile riferimento alla deposizione di uova differenti da parte delle diverse specie d'uccelli. La stretta connessione tra consuetudini pasquali, ancora oggi vive, e i remoti riti primaverili si riflette nei "giardini" del Sepolcro di Cristo, tipici del venerdì santo di molte località, che appaiono una rilettura in chiave cristiana degli antichi e pagani "giardini d'Adone".

    Dopo l'equinozio di marzo, si celebravano nel mondo greco le feste Adonie che ricordavano la resurrezione di Adone, bellissimo giovane amato da Afrodite. Nella sua infanzia la dea lo nascose in una cassa che consegnò a Persefone, regina del mondo sotterraneo; ma quando Persefone aprì la cassa e vide la bellezza del bambino, si rifiutò di renderla ad Afrodite, malgrado la dea in persona fosse scesa agli Inferi. La disputa fu placata da Zeus, il quale stabilì che Adone abitasse con Persefone nel mondo delle tenebre per una parte dell'anno e, per l'altra, nel mondo superiore. Il giovane venne poi ucciso per gelosia da Ares trasformato in cinghiale. Adone è in mitologia il corrispondente greco del dio assiro-babilonese Tammuz cui ci si rivolgeva chiamandolo Adon, cioè signore, il quale dimorava sei mesi all'anno negli Inferi e a primavera risaliva alla luce, congiungendosi con Ishtar, l'Afrodite babilonese.

    Ebbene, che Adone rappresentasse in realtà lo "spirito arboreo", che si eclissa per metà dell'anno e risuscita nel rimanente, è testimoniato appunto dai "giardini" a lui offerti: cesti e vasi pieni di terra in cui si seminavano grano, orzo, lattuga e varie specie di fiori, che il calore faceva rapidamente germinare; insomma, una sorta di "modello d'imitazione" per incoraggiare la crescita della vegetazione e soprattutto delle mèssi. Ora, sappiamo dal Ramo d'oro di Frazer che, all'avvicinarsi della Pasqua, "le donne siciliane seminano grano e lenticchie in piatti che tengono al buio e annacquano ogni due giorni": le piante crescono bianche, private come sono della clorofilla, e con esse si ornano, nelle chiese cattoliche, gli altari che ricordano il Sepolcro del Cristo morto. Proprio come si faceva un tempo col dio Adone! Lo studioso ipotizza che in altre parti d'Italia questo avvenga ed ha ragione, perché anche all'Elba era diffusa quest'usanza: ciascuno portava al Sepolcro le piante più belle del proprio giardino e i piatti di candidi grani. Al pari di altri luoghi, all'Elba la festività è avvertita, oltre che per la sua valenza spirituale, come preludio ad un periodo dell'anno più favorevole e propizio. La si accoglie con le cosiddette "pulizie di Pasqua" nelle abitazioni e nei giardini. Le giornata più lunghe e luminose si prestano a queste operazioni, che probabilmente hanno anche un valore catartico: la purificazione interiore legata alla Quaresima si deve accompagnare a quella materiale dell' ambiente quotidiano.

    I giorni precedenti la domenica di Resurrezione, dunque, nelle abitazioni private, ma non soltanto, considerando che proprio la Pasqua segna da noi l'esordio della stagione turistica, al profumo di pulito si mescola quello dei dolci tipici del periodo. Oggi la tradizione casalinga si è un po' persa, soppiantata dal meno faticoso ricorso ai prodotti dei forni locali, ma in molte case sopravvive, specialmente dove ci sono nonne volenterose e in forze. Rammentare questi dolci mi porta il profumo delle fresie, oltre quello dell'infanzia, e il suono delle campane a festa. La schiaccia pasqualina richiedeva tempo, pazienza ed esperienza: i tempi di lievitazione erano lunghissimi, l'impasto doveva assolutamente accogliere semi d'anice, che diffondevano intorno un aroma inconfondibile, mentre la spalmatura esterna era rigorosamente eseguita col rosso d'uovo. L'attenzione delle donne in quei giorni era anche dedicata all'anellata, un dolce con lo strutto, senza lievito, simile alla crostata.

    Lo si cospargeva di zucchero e lo si decorava con buchini di forchetta e circolini fatti con il ditale prima di infornarlo. Aveva un sapore buonissimo, unico. Credo sia in disuso e comunque oggi si preferisce utilizzare il burro. Ancora molto diffusa in tutta l'Elba, sebbene la sua origine appartenga al versante orientale, resta invece la sportella, ciambellina di pasta frolla, cosparsa di zuccherini colorati, simbolo di fertilità femminile, a cui gli antichi riesi abbinavano il cirimito, il corrispondente maschile: i due tipi di dolci venivano scambiati dai giovani in festa il lunedì dell'Angelo, giorno di Pasquetta, durante la scampagnata a Santa Caterina, antico santuario mèta del duplice pellegrinaggio, non sempre tranquillo data la proverbiale rivalità tra i due "campanili", da Rio Marina e da Rio Elba. Anche le radici di questa consuetudine nostrana sono probabilmente da ricercare in quel patrimonio di riti primaverili, comune a popoli diversi, che celebravano con modalità affini l'inizio della bella stagione e con essa la fecondità di tutti gli esseri viventi, perché, almeno tra le specie, se non nel singolo individuo, sulla morte potesse trionfare decisamente la vita.

  • godai2000godai2000

    Pubblicato IL 01/04/2009, ORE 18:16

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    Pasqua è un giorno che è onorato da quasi tutto il Cristianesimo contemporaneo; ed è usato per celebrare la resurrezione di Gesù Cristo.La festa coinvolge spesso un servizio di chiesa all'alba, ed una festività che include "il prosciutto di Pasqua", delle uova decorate e storie di conigli.Coloro che amano la verità imparano a fare domande e molte domande devono essere chieste per quanto riguarda la festa di Pasqua.È veramente il giorno in cui Gesù risuscitò dai morti? Da dove tutte queste strane abitudini sono venute, che hanno niente a che fare con la resurrezione del nostro Salvatore?

    Lo scopo di questo trattato è di aiutare a rispondere a quelle domande e ad aiutare coloro che cercano la verità per venire alle proprie conclusioni.

    La prima cosa che dobbiamo capire è quella che professanti cristiani non era gli unici che celebravano un festival chiamato "Pasqua.""Ishtar", che è traslitterato "Easter" (Pasqua) era un giorno che ha la resurrezione di uno dei loro dei che chiamarono "Tammuz", che fu creduto come l'unico generato figlio della dea Luna e del dio Sole.

    In quei antichi periodi, c’era un uomo chiamato Nimrod, che era il nipote di uno dei figli di Noè, chiamato Cam.Cam ebbe un figlio chiamato Cush che sposò una donna chiamata Semiramis (Semiramide) . Cush e Semiramis allora ebbero un figlio chiamato "Nimrod."Dopo la morte di suo padre, Nimrod sposò la sua propria madre e divenne un re potente.La bibbia dice di questo uomo, Nimrod, nella Genesi 10:8-10 come segue: " 8 Cush generò Nimrod, che cominciò a essere un uomo potente sulla terra. 9 Egli fu un potente cacciatore davanti all’Eterno; perciò si dice: «Come Nimrod, il potente cacciatore davanti all’Eterno». 10 E l’inizio del suo regno fu Babel, Erek, Akkad e Kalmeh nel paese di Scinar".Nimrod divenne un dio-uomo alla gente e Semiramis, sua moglie e madre, divenne la potente regina dell’antica Babilonia.Nimrod fu eventualmente ucciso da un nemico e il suo corpo tagliato in pezzi e mandati alle varie parti del suo regno.Semiramis fece raccogliere tutte le parti, tranne una parte che fu trovata.Quella parte mancante era il suo organo riproduttivo. Semiramis dichiarò che Nimrod non potrebbe ritornare a vita senza esso e disse alla gente di Babilonia che Nimrod era asceso al sole e doveva ora essere chiamato "Baal", il dio sole.La regina Semiramis inoltre proclamò che Baal sarebbe stato presente sulla terra sotto forma d'una fiamma, sia candela o lampada, quando usate nel culto.Semiramis stava generando una religione di mistero e con l'aiuto di Satan, si installò se stessa come dea.Semiramis sosteneva di essere stata concepita immacolatamente.Insegnò che la luna era un dea che passava in un ciclo di 28 giorni ed ovulava quando piena.Sostenne inoltre, che essa scese dalla luna in un uovo lunare gigante che cadde nel fiume Eufrate.Ciò doveva accadere ai tempi della prima luna piena, dopo l'equinozio di primavera.Semiramis divenne conosciuta come "Ishtar" che è pronunciato "Easter (Pasqua)" ed il suo uovo lunare divenne conosciuto come l'uovo "di Ishtar"."Ishtar presto divenne incinta e sostenne furono i raggi del sole-dio Baal che la indussero a concepire.Il figlio che ella partorì fu chiamato Tammuz.Tammuz fu notato per essere particolarmente affettuoso dei conigli ed essi divennero sacri nelle religioni antica, perché si credeva che Tammuz fosse il figlio del dio-sole, Baal. Tammuz, come il suo presunto padre, divenne un cacciatore.

    Venne un giorno quando Tammuz fu ucciso da un maiale selvaggio.

    La regina Ishtar disse alla gente a che Tammuz ora era asceso al suo padre, Baal e che i due sarebbero con gli adoratori nella sacra fiamma della lampada o della candela come: Padre, Figlio e Spirito.Ishtar, che a questo punto, era adorata come "madre di dio e regina del cielo", continuò a sviluppare la sua religione di mistero. [niente di nuovo sotto il sole]La regina disse agli adoratori che quando Tammuz fu ucciso dal maiale selvaggio, un po' del suo sangue cadde su un ceppo d’albero sempre-verde ed il ceppo crebbe in albero completo durante la notte. Questo rese l'albero sempre-verde sacro attraverso il sangue di Tammuz.Inoltre lei proclamò per ogni anno un periodo di quaranta giorni di dispiacere prima dell'anniversario della morte di Tammuz.

    Durante questo tempo, nessuna carne doveva essere mangiata.

    Gli adoratori dovevano meditare sui misteri sacri di Baal e di Tammuz e fare il segno della "T" davanti ai loro cuori mentre adoravano.

    Mangiavano anche dei dolci sacri marcati con una "T" o croce sulla parte superiore.

    Ogni anno, nella prima domenica dopo la prima luna piena dopo l'equinozio primaverile, si faceva una celebrazione.

    Era la domenica di Ishtar ed si celebrava con conigli e uova.

    Ishtar inoltre proclamò che dato che Tammuz fu ucciso da un maiale, un maiale doveva essere mangiato in quella domenica.

    Ormai, i lettori di questo trattato dovrebbero aver fatto il collegamento che il paganesimo si è infiltrato nelle chiese "cristiane" contemporanee e ulteriore studio indica che questo paganesimo è entrato attraverso il sistema Cattolico Romano.

    La verità è che Pasqua ha niente a che fare con la risurrezione del nostro signore Gesù Cristo.

    Inoltre sappiamo che Pasqua può essere fino a tre settimane lontano dal Passover [Passover vuol dire "passare oltre" riferendosi all’Angelo della morte che ‘passò oltre ‘ le porte degli Ebrei col sangue sulle porte. Le nostre Bibbie traducono semplicemente "Pasqua"], perché la festa pagana è regolata sempre come la prima domenica dopo la prima luna piena dopo l'equinozio di primavera.

    Alcuni si sono domandati perché la parola "Easter" è nella Bibbia King James..

    È perché Atti, capitolo 12, ci dice che fu il diabolico re Herod, che stava progettando di celebrare Easter (Pasqua) e non i Cristiani.

    Il vero "Passover" e la festa pagana di Easter (Pasqua) a volte coincidono, ma in certi anni, sono una distanza grande a parte.

    Tante altre cose potrebbero essere dette ed abbiamo molto più informazioni per voi, se siete un cercatore della verità.

    Conosciamo che la bibbia ci dice in Giovanni 4:24, " Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».

    La verità è che i quaranta giorni della Quaresima, uova, conigli, i panini trasversali caldi ed il prosciutto di Pasqua hanno tutto a che fare con la religione pagana antica di Mistero Babilonia. Tutte queste sono attività di anticristo!

    Satana è un maestro imbroglione che ha riempito le vite di buon pensanti, professanti cristiani di idolatria.

    Queste cose portano la collera di Dio sui figli di disubbidienza, che provano a fare passare le usanze pagane del culto di Baal come cristiane.

    Un giorno si dovrà rispondere per le nostre attività e per cosa insegniamo ai nostri figli.

    Queste usanze di Pasqua portano onore a Baal, che è anche Satana, che è ancora è venerato come "il Sole Nascente" e la sua casa è "la Casa del Sole Nascente."

    Quante chiese hanno "Culto d’Aurora" nel giorno di Ishtar guardando il sole nascente all’Est?

    Quanti useranno le uova colorate e storie di conigli, come facevano nell’antica Babilonia.

    Queste cose sono uno scherzo, come il giorno del giudizio non è uno scherzo.

    Prego Dio che questo trattato vi motiverà alla ricerca di più verità.

  • spallinopspallinop

    Pubblicato IL 30/03/2009, ORE 16:53

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    pasqua credo voglia dire passaggio, il passaggio che dalla morte alla vita eterna,

    appunto nascita, e cosa è meglio di un uovo a rappresentare la nascita?

    si dice anche la pasqua di resurrezione.

  • catozzo9catozzo9

    Pubblicato IL 19/03/2009, ORE 15:59

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    Pasqua significa passaggio. Passaggio del Mar Rosso. Passaggio dalla morte alla resurrezione.

  • lascivia_iolascivia_io

    Pubblicato IL 18/03/2009, ORE 13:01

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    La parola "pasqua" è una traslitterazione dell'aramaico pasha che corrisponde all'ebraico pesah.Le origini delle celebrazioni pasquali vanno infatte ricercate proprio nella Pasqua ebraica, anche se con altro significato, gli ebrei infatti celebrano la liberazione degli ebrei dall'Egitto, grazie a Mosè

  • gregorio61gregorio61

    Pubblicato IL 18/03/2009, ORE 12:28

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    La parola Pasqua (pascha in greco e latino) è una translitterazione dell'aramaico pasha che corrisponde all'ebraico pesah. L'origine è ebraica e vuol dire "passaggio"; infatti fa riferimento alla liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù d'Egitto. Successivamente ha indicato la resurrezione di Cristo, infatti i primi festeggiamenti cattolici si inserivano nel periodo delle "Pasqua dei giudei" (evangelista Giovanni)

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