Sbarco sulla luna: "Houston abbiamo un problema". Cosa stava accadendo agli astronauti dell'Apollo13?

"Houston abbiamo un problema", cosa accadde agli astronauti dell'Apollo 13 quando pronunciarono questa storica frase?

pisola36pisola36

Pubblicata IL 14/07/2009, ORE 11:34 | Aggiornata IL 14/07/2009, ORE 11:36
7Leggi le risposte

Risposte Geniali

  • michele1482michele1482

    Pubblicato IL 19/10/2016, ORE 13:30

    Appassionato di

    Scopri di più

    non trovavano il parcheggio !!!

  • juventus1002juventus1002

    Pubblicato IL 19/10/2016, ORE 11:50

    Appassionato di

    Scopri di più

    ERA MANCATA LA LUCE IN STUDIO

  • niky1954niky1954

    Pubblicato IL 18/10/2016, ORE 16:16

    Appassionato di

    Scopri di più

    A causa dell'esplosione del deposito principale dell'ossigeno (che danneggiò anche l'altro),  sull'astronave principale, gli astronauti dovettero rientrare sulla Terra  a bordo del LEM con l'aiuto, da Terra, di Ken, il pilota che non partì causa morbillo.

  • alibaba06alibaba06

    Pubblicato IL 13/09/2016, ORE 11:43

    Appassionato di

    Scopri di più

    Il messagggio originale è stato "Okay, Houston, abbiamo avuto un problema".

  • maurillo76maurillo76

    Pubblicato IL 15/07/2009, ORE 16:17

    Appassionato di

    Scopri di più

    L'Apollo 13 fu, come definito da Jim Lowell il capitano, un fallimento di grande successo, perché gli astronauti riuscirono a tornare a terra. James Lowell fu capitano in sostituzione di Alan Shepard nominato in un primo momento, a causa di un'infezione all'apparato uditivo. L'incarico di pilota del modulo lunare venne conferito a Fred Haise.   Il danno durante la missione Apollo 13 era dovuto a una serpentina difettosa, il cui difetto si era sviluppato circa due anni prima della missione. Durante la rimescolazione dell'ossigeno questo difetto provoco una scintilla vi fu una scintilla, di conseguenza la perdita di ossigeno e di energia. La perdita di ossigena impedì l’allunaggio e la missione fu modificata. Gli astronauti dovettero sopravvivere per tutto il viaggio ne Lem, che era il modulo, aggangiato al principale, che sarebbe dovuto servire solo per atterrare sulla Luna. Continuarono il viaggio verso il satellite terrestre, sfruttando la sua gravità per girarvi attorno e tornare indietro.   Questa navicella invece li tenne in vita grazie all'ossigeno prodotto, che venne reso sufficiente grazie a una procedura creata a doc per trasformare l'ossigeno del Lem da sufficiente per 2 persone e a sufficiente per 3 (il Lem che va sulla Luna porta solo due persone di norma), e alla sua energia indipendente. Servì per correggere la rotta, per quanto mai testato per questo, dato che l'angolo di rientro era errato, visto che gli astronauti non avevano portato a bordo le rocce lunari che avrebbero aumentato il peso della navicella.   I problemi che si susseguirono furono diversi, ma tutti risolti grazie alla cooperazione tra gli astronauti e la base spaziale sulla Terra. Il pilota primario, Ken Mattingly, che non parti con l'Apollo 13 perché a rischio morbillo, rimase nel simulatore ore per trovare la corretta procedura per farsi bastare i pochi ampere che avevano a disposizione gli astronauti per riaccendere il modulo principale che li avrebbe dovuti portare a Terra. Difatti il modulo principale rimase spento per tutto il tempo che loro vissero nel modulo di servizio, ovvero da dopo lo scoppio al raggiungimento dell'orbita terrestre, per non consumarne la corrente. Il pilota in questione non ebbe mai il morbillo, ma venne comunque sostituito da Jack Swigert.   Il rientro avvenne con successo. I problemi al momento del rientro avrebbero potuto essere diversi, tra i quali la resistenza dello scudo termico al calore e l'apertura dei paracaduti che potevano essere ghiacciati data la mancanza di riscaldamento durante il viaggio. Di questi ultimi dubbi gli astronauti non vennero neanche avvisati, non vi sarebbe stata soluzione in ogni caso. Il black out che intercorre dal rientro nell'atmosfera terrestre, e quindi il modulo viene sollecitato da temperature altissime per il contatto con essa e la velocità, e la ripresa del contatto audio durò più del dovuto, fino ad allora solo 3 minuti, con l'Apollo 13 più di 6. Ecco il trailer del film ispirato alla vicenda:

  • skylineitskylineit

    Pubblicato IL 15/07/2009, ORE 15:46

    Appassionato di

    Scopri di più

    La crew dell'Apollo 13 sarebbe dovuta allunare nel cratere di Fra Mauro tra l'11 e il 17 aprile 1970, ma un'esplosione a bordo obbligò il team di astronauti a circumnavigare la luna senza toccarne mai la superficie. Il sito di Fra Mauro fu poi riassegnato all'Apollo 14.

    Appena un anno prima, 16-24 luglio 1969, l'Apollo 11 riusciva invece nel suo intento.

    Ecco una foto dell'equipaggio dell'Apollo 11, composto (da sinistra a destra) dal comandante della missione (e primo uomo a mettere piede sulla Luna) Neil Armstrong, dal pilota del modulo di comando Michael Collins, e dal pilota del modulo lunare Edwin (Buzz) Aldrin Jr.

  • "Houston, abbiamo un problema". Sul quadro comandi si era accesa una spia di allarme ed il pilota Jack Swigert, spiegò la situazione al Controllo Missione di Houston. Uno dei serbatoi dell'ossigeno è esploso ed ha seriamente danneggiato l'altro. Il comandante Jim Lovell analizzò le conseguenze dell'avaria e concluse con disappunto che la missione di posarsi sulla luna non poteva essere portata a termine. In pochi minuti furono vanificati mesi di preparazione e di sacrifici e, ad un passo dalla meta, si infranse il sogno di ogni astronauta: quello di camminare sul suolo lunare.

Aiuto

Per informazioni e problemi relativi ai Servizi Community

Aiuto

Fai una domanda

Invia