Regionali in Campania i voti sono comprati? e per quale schieramento?

Saviano lancia l'allarme: "Per un voto onesto servirebbe l’Onu", ma in Campania davvero c'è il rischio dei voti comprati?

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Pubblicata IL 25/03/2010, ORE 14:29 | Aggiornata IL 25/03/2010, ORE 14:31
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  • Saviano ha scritto una lettere su "La Repubblica" molto vera ma altrettanto inquietante, non solo in Campania purtroppo. La dinamica è questa, il candidato (anche solo consigliere e di qualunque colore) si rivolge a dei personaggi per comprare dei voti, a pacchetto.

    Il personaggio in questione in genere è in contatto coi clan pur non essendone affiliato direttamente. Inizia il reclutamento di voti per 20-50 euro (spesso ai 18enni si fa credere che esibendo la fotocopia della tessera elettorale timbrata si possa verificare il voto), alla fine delle elezioni il clan si fa avanti col politico eletto per ricordargli di aver ricevuto un grosso favore che andrà ricambiato nelle sedi opportune.

    Ecco le parole di Roberto Saviano:

    "Dovrebbe essere nor­male sapere, in questo Paese, che votare non è inutile, che il voto non si regala per 50 euro, per un corso di for­mazione o per delle bol­lette pagate. Che la polit­ica non è solo uno scam­bio di favori, una strada furba per ottenere qual­cosa che senza pagare il potere sarebbe impos­si­bile rag­giun­gere. Che restare in Italia, vivere e parte­ci­pare è nec­es­sario. Che la felic­ità non è un sogno da bam­bini ma un oriz­zonte di diritto."

  • A Napoli i voti si vendono al prezzo di 50 euro in certi quartieri e a denunciarlo è stato il candidato sindaco De Luca, non si sa se per diffamare l'avversario Caldoro o perché effettivamente sia così e i voti comprati siano per il PDL.

    Una cosa è certa da decenni a Napoli e in Campania è prassi diffusa comprare i voti in certi quartieri controllati dalla delinquenza, dove non c'è nemmeno bisogno di fotografare col telefonino, perché c'è chi conta persone e voti e conosce tutti i visi le famiglie e le parentele. Se in conti a fine elezioni non tornano la criminalità paga in altra moneta, assai più dura!

    Parte dell’attacchinaggio dei manifesti elettorali è gestito dal racket. Cinquanta centesimi a manifesto, altri 50 centesimi è la tangente anti-rimozione. Le zone interessate sono la periferia nord di Napoli, (Scampia, Secondigliano e la zona che va verso il casertano, passando per le zone interne si attraversa anche Casl di Principe). E ancora Portici, Ercolano e Castellammare di Stabia.

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