La musica in gravidanza fa bene al feto?

E' vero che ascoltare la musica in gravidanza fa bene al feto? Ho sentito dire che se si fa ascoltare in particolare la musica classica al bambino quando è ancora nella pancia, questo permette di stimolarne l'intelligenza. E' scientificamente provato? Quali proprietà ha la musica? Grazie!

parchitinaparchitina

Pubblicata IL 10/06/2009, ORE 16:00 | Aggiornata IL 10/06/2009, ORE 16:03
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  • rolex53rolex53

    Pubblicato IL 17/05/2010, ORE 10:41

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    La musica non solo fà bene al bambino ancora nella pancia della mamama, ma la musica che ascolta sarà poi quella che gli piacerà nella vita, quindi siete pregati di fargli sentire musica classica e non musica da fuori di testa e da spinelllati che fra l'altro gli provocano stress. Avrà tutta la vita per stressarsi, ma ascoltando un brano di musica classica si rilasserà, per una sorta di atavico e ancestrale ricordo, senza bisogno di farsi magari uno spinello. L'educazione inizia ancora prima di mascere. Meditate gente, meditate !

  • misstwentiesmisstwenties

    Pubblicato IL 04/11/2009, ORE 17:34

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    Io in gravidanza ascoltavo tutte le sere e prima di andare a dormire Tchaikovsky (spesso il waltzer de Il Lago dei Cigni) e credo che il piccolo apprezzasse particolarmente.

    Sono molto stimolanti anche Bach e Mozart, ma non escluderei anche musica più ritmata, come il rock o il pop (ma in questo caso, opta per la mattina).

  • johnnydoojohnnydoo

    Pubblicato IL 10/06/2009, ORE 16:24

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    L'importanza della musica per lo sviluppo dell'intelligenza è indubbio.

    In particolare, la musica diventa ancor più fondamentale durante la gravidanza proprio grazie all'estrema sonorità dell’ambiente uterino, dove ogni piccolo rumore di fondo comporta un nuovo suono, un ritmo e un movimento che contribuiscono enormemente allo sviluppo del feto.

    L’ascolto della musica nel periodo prenatale aiuta l’instaurarsi della comunicazione tra mamma e figlio, anche alla luce del fatto che il loro è gia un dialogo basato sulla musica, diciamo, perché i loro “discorsi” sono caratterizzati da un ritmo, una intensità, una durata e un tono.

    Se ci pensi, le prime esperienze sonore del bimbo sono rappresentate soltanto: • dal battito del cuore materno • dal timbro e dall’intonazione della voce della mamma • dalle sonorità e dai rumori presenti nell’ ambiente quotidiano • dal movimento del passo materno E' chiaro quindi che, in questo contesto, ogni stimolo nuovo, ogni sollecitazione permette al piccolo non solo di sentirsi desiderato e amato ma anche stimolato ad ascoltare e a creare un legame indissolubile con la mamma.

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