Costituzione italiana: chi la conosce davvero?

Il Presidente del Consiglio tuona contro la Costituzione perché gli impedisce di governare liberamente.Il Presidente Napolitano respinge il DDL sul lavoro del Governo perché pericoloso per l'articolo 18 e l'articolo 24. Ma cosa vuol dire?

Chi conosce davvero la Costituzione? Come fare per imparare e comprendere gli articoli più importanti? A scuola la insegnano? Ma soprattutto è importante avere una Costituzione che sancisca rigide regole di governo?Interrogati da "Le Iene" i politici hanno fatto delle figuracce e pensare che sono loro a fare le leggi.

pikkioduropikkioduro

Pubblicata IL 04/02/2010, ORE 14:47 | Aggiornata IL 09/06/2010, ORE 16:09
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Risposte Geniali

  • la conosco io, tu non lo so, ho dubbio.

  • forza-inter3forza-inter3

    Pubblicato IL 13/07/2010, ORE 15:36

    Appassionato di

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    semplicemente,vogliono modificare la costituzione, per avere ancor più carta bianca,

    per accentuare ancor di piu il potere,la speranza,è che non ci riescano,ma sinceramente la vedo dura,a forza di colpi di magggioranza.

    e poi,l avete presente il danno che èstato fatto dalla legge BIAGI ?????

    secondo loro,doveva creare posti di lavoro,invece a letteralmente distrutto non solo la classe operaia,ma anche il lavoro,nel senso che più nessuno insegna la professione ad un altro,visto che siamo tutti precari.

  • misoroilcamisoroilca

    Pubblicato IL 11/06/2010, ORE 00:22

    Appassionato di

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    Ho realmente compreso il senso della  Costituzione Italiana, pur avendola studiata 

    da bambino  alle scuole medie , in educazione civica, quando  , ho  intrapreso ,  in

    età matura,  gli studi giuridici, con  l' intento di  cambiare lavoro ed aspettative

    professionali.Ho avuto la fortuna  da un lato , di aver vissuto abbastanza da poter filtrare alla

    luce dell' esperienza concreta,  il significato di enunciazioni di principi e valori

    che agli occhi di un bambino hanno davvero poco significato, e ,d'altro lato, di

    aver  conosciuto maestri veri che mi hanno guidato con pazienza in un'analisi del

    testo che  mi ha consentito di  cogliere quelle direttrici di fondo che ad una

    lettura meccanica e seriale degli articoli, non  si è in grado di mettere in

    evidenza.Il testo , inoltre, non  può essere compreso  pienamente, se  non  lo si

    contestualizza storicamente. La nostra Costituzione sarebbe stata radicalmente

    diversa sia nello stile sia  nei contenuti , se fosse stata scritta  soltanto dieci

    anni  dopo.Nel 1946 l'Italia era ancora attonita per la tragedia dalla quale  era venuta fuori

    con le ossa rotte e si preparava ad affrontare una stagione di instabilità politica

    che  poteva  condurla ad una guerra civile dalla quale sarebbe rimasto ben poco.  Nel 1946 , primo anno della Assemblea Costituente, l'Italia aveva alle spalle il

    fallimento o meglio, l'epilogo disastroso a cui l' aveva condotta una concezione

    dello stato pregna di quella suggestione ammaliatrice secondo cui la garanzia

    dell'ordine pubblico e della sicurezza attuati anche a prezzo della compressione

    assoluta della libertà individuale (cosa che puntualmente avvenne), fosse l'unico

    modo per  riorganizzare un'Italia appena venuta fuori da una prima guerra mondiale

    che l' aveva vista vittoriosa, ma ad un prezzo tanto alto da renderla incapace di

    rialzarsi e avviarsi ad una credibile ricostruzione post bellica.Di quel tempo, mio padre, conservava non  solo ricordi, ma  testimonianze concrete.Ho visto i suoi libri di scuola, dove aveva studiato,  dai quali erano state

    fisicamente  tagliate  pagine  e cancellati gli argomenti  nell'indice. I quaderni,

    con i temi infarciti di  esclamazioni patriottiche e lodi alla figura del "Duce" ,

    che , indipendentemente  dallo sviluppo corretto della traccia,  erano comunque 

    giudicati positivamente da docenti , che mai avrebbero potuto contestare  un alunno

    tanto zelante. E che dire del patto di fedeltà a cui furono  costretti  i circa

    duemila docenti universitari che a quel tempo erano di ruolo, per evitare di essere

    licenziati ( solo una ventina si rifiutarono di firmare e lo furono).E che dire ancora di  norme che consentivano l'incriminazione  per "adunanza

    sediziosa"  a chi fosse sorpreso  a discutere  in gruppi di più di tre persone , per

    strada etc...Nel 1946, tutti i deputati eletti nella Costituente,( come  ebbe a ricordare

    Andreotti in una intervista  di qualche anno fa ), anche se di  diversissimi colore

    politico e storia personale, compirono quel miracolo di sintesi ed equilibrio di

    principi e valori  che dal 1948, è la "Nostra Costituzione".Andreotti sottolineò, con rammarico e una nota di nostalgia, che il clima che si

    creò in quell' occasione, non si sarebbe ripetuto mai più, successivamente,  nelle

    diverse legislature che sarebbero seguite.E adesso forse , possiamo capire , perchè la nostra Costituzione è tanto meticolosa,

    nella prima parte , nell' elencare e definire ( quasi cesellandoli ) i diritti  ed i

    doveri fondamentali , e possiamo anche spiegarci , perchè è così rigida e difficile

    da modificare nelle parti successive dove sono  definiti i ruoli ed i poteri  dello

    stato e dei soggetti  deputati  ad esercitarli.Ce lo possiamo spiegare, a mio avviso, ricorrendo ad un esempio molto semplice e di

    immediata comprensione.Tra gli uomini che  parteciparono alla costituente, c'erano ex partigiani.  ex

    condannati al confino ex combattenti ed anche  civili che avevano occupato posti di

    rilievo in quanto perefettamente integrati nel precedente  regime.Tutti , comunque , erano stati diretti testimoni della tragedia che avevano vissuto

    sulla loro pelle.Si erano fatti  "tutti male" e si stavano "tutti leccando le ferite ancora aperte e

    profonde".Tutti  avevano assistito al fallimento  di quella suggestione o miraggio, di ordine

    perfetto davanti ai quali si dovesse dissolvere ogni pulsione  individuale, ogni

    forza centrifuga, ogni voce fuori dal coro che potesse anche lontanamente essere di

    ostacolo o di  remota minaccia di uno stato totalizzante Erano tutti nella condizione simile a quella di un ragazzino viziato che  ad un

    certo punto "la combina talmente grossa" da far perdere le staffe anche al genitore

    più paziente e compresivo, talmente grossa  che solo per miracolo esce vivo da una 

    epica bastonata!!.E subito vengono giù le promesse :"mai più!, ti prometto, mai più!"Ecco spiegato, sempre a mio  avviso, il senso profondo della nostra Costituzione e

    del perchè  è scritta propio in quel modo.L'Italia del 1946-48, stava promettendo al proprio futuro che "MAI PIU', QUALUNQUE COSA  FOSSE ACCADUTA, AVREBBE RIPETUTO GLI ERRORI E GLI ORRORI DI QUEL RECENTE PASSATO ED CHA MAI PIU' AVREBBE CEDUTO LA LIBERTA' E LA DIGNITA' DEI PROPRI CITTADINI ALLA SUGGESTIONE DELL' ORDINE PERFETTO"Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, soleva ripetere, in momenti dificili 

    della nostra recente storia, questa frase che interpreta in maniera mirabile la

    scelta di campo che l' assemblea costituente effettuò nel 1946-48:" preferisco la

    più imperfetta delle democrazie alla più perfetta delle dittature"E adesso  spieghiamoci anche perchè la nostra Costituzione è così rigida e difficile

    da modificare.Ritorno all' esempio del ragazzino  viziato.Le promesse, come le ferite ,  con il tempo si dimenticano mentre le tentazioni, le

    suggestioni, i miraggi, si ripropongono  puntuali.Di quella generazione del 1946-1948 sono  rimasti in pochi a tenere viva la memoria

    e la testimonianza, Già negli anni '60 , il boom economico ,  l' automobile, la

    lavatrice ed il frigorifero,  stavano rapidamente cacciando nell'oblio, i drammi e

    le paure  del recente passato.L'esperienza non può  trasemttersi, purtroppo, ed i padri della nostra Costituzione

    lo sapevano bene. E l' unico modo che avevano , per  ritardare il più possibile l'

    oblio e  con esso la rimozione  di quel documento sempre più difficiile da attuare e

    sempre più scomodo da giustificare in un contesto socio economico culturale , come è

    quello odierno, in cui  parole come "dovere e solidarietà", o meglio  "dovere di

    solidarietà" ( art 2 della nostra Costituzione") sono come  "zavorra che limita lo

    sviluppo e impedisce la crescita del benessere della collettività" Ho citato solo un articolo della nostra Costituzione ( un articolo che può apparire

    superfluo atteso poi che la stessa Costituzione enumera dettagliatamente  tutti i

    diritti e i doveri dei cittadini ) ma il "senso" credo che sia ormai chiaro, e

    rileggerla in questa prospettiva, può aiutare a comprenderlo ed a trovare una

    motivazione in più per difenderla così come è, bella come è!

  • azkn858azkn858

    Pubblicato IL 10/06/2010, ORE 23:48

    Appassionato di cultura generale-ed civica.

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    Io da giovane ho lavorato per lo  stato come c.c. , conosco (un pochino),per  averla studiata  e quindi letta la costituzione nelle sue piu importanti indicazioni,ma posso dire serenamente che la stessa, con l'appoggio di tutte le forze politiche e giuridiche della nazione abbia bisogno di una rinnovata e rinfrescata,il mondo si è evoluto di tutto e di piu',ed anche la costituzione un po come tutte le leggi o statuti,dovrebbe essere rivista per migliorarla,un po' come tutte le cose con anni addosso,sempre e comunque per il bene comune  e per la massima espressione di liberta' di ogni cittadino.

  • Non conosco bene la costituzione italiana,ma qualche idea su di essa c'è l'ho.L'articolo 1 è falso.Mai in Italia si ha avuto diritto concretamente al lavoro,esso dunque esprime solo il desiderio di chi la scritta,e solo quello.Che poi l'Italia sia una repubblica democratica,è davanti gli occhi di tutti che non è così.Repubblica Oligarchica si.L'Italia è una repubblica liberticida,cioè i poteri forti e nascosti sono i padroni d'Italia,e i politici? i loro strumenti.L'Italia non è libera,non è giusta,non è punto.berlusconi oggi vuole palesare il suo potere di piduista,consigliato sicuramente da licio gelli,che avrà copiato il suo progetto politico da (questo si grande Maestro)Erich Fromm.I circoli di (forza italia) sono le cellule organizzative che voleva E.Fromm a tutti i livelli e di tutte le culture sociali e politiche,che avessero in mente di cambiare il mondo in una democrazzia non solo formale ma sopratutto sostanziale.La sinistra italiana incapace e vigliacca cercava accordi con la DC.Si è mescolata nel buio della repubblica,e a perso il suo orizonte...la sua luce....L'Italia non uscira' dal tunnel.Io spero ci riesca e faccio il mio meglio.Questo meglio oggi si chiama Nichi Ventola.

  • giotto09giotto09

    Pubblicato IL 10/06/2010, ORE 09:14

    Appassionato di arte e letteratura, bricolage, disegno, Risparmio Economia

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    Art. 15 comma 1: "La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili". Eccellente post il tuo, perché l'argomento è d'attualità. Ma fornisco una riflessione: quanti sono stati gli uomini alla gogna mediatica per fatti successivamente acclarati inesistenti? Penso molti; risarciti? forse quasi nessuno. Attenzione alle dichiarazioni: "ho sentito dire ...", "mi hanno detto ...", senza riscontri. Un conto è la sana libertà d'informare, un conto uno straparlare in qualificabile. Bye! 

  • Gli articoli 18 e 24 cui si riferisce il Presidente dovrebbero essere dello Statuto dei Lavoratori e non della Costituzione.

    Lo Statuto dei Lavoratori è una Legge dello Stato entrata in vigore negli anni '70 e regola i rapporti tra datori di lavoro e dipendenti ( diritti e doveri ).

    L'art.18 di questa legge stabilisce che nelle imprese con più di 15 dipendenti non si può licenziare un dipendente senza giusta causa, è stato anche oggetto di un referendum che non ha raggiunto il quorum, alcuni anni fa.

    L'art. 24 riconosce il diritto di ricorrere alla magistratura quando ci sono gli estremi di una violazione.

    C'è anche una corsia preferenziale a tale scopo ed è il Giudice del Lavoro che dovrebbe emettere una sentenza in tempi brevi per non dovere aspettare i tempi della giustizia ordinaria  

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