Quali magistrati, dopo Di Pietro, hanno deciso di entrare in politica?

Di Pietro dopo Tangentopoli ha deciso di fare marcia indietro e passare dall'altra parte... Quali altri magistrati, dopo Di Pietro, hanno deciso di entrare in politica? E a cosa è dovuto questo fenomeno?

dosperdosper

Pubblicata IL 18/03/2009, ORE 13:15
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Risposte Geniali

  • giotto09giotto09

    Pubblicato IL 09/05/2009, ORE 21:30

    Appassionato di arte e letteratura, bricolage, disegno, Risparmio Economia

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    Recentemente mi sembra entrato in politica De Magistris.

  • doverinadoverina

    Pubblicato IL 18/03/2009, ORE 14:04

    Appassionato di

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    Ciao. Vorrei premettere che, almeno nel nostro Paese, la categoria dei magistrati è da sempre molto attaccata e tacciata di essere composta da fannulloni e da corrotti.

    Durante il periodo di Tangentopoli, Di Pietro si distinse non solo per il suo gran coraggio ma diede anche inizio a un nuovo modo di fare la magistratura tanto che ancora adesso si parla di "dipietrismo" quando si vuole intendere un linguaggio schietto, semplice e senza molti giri di parole - insomma una magistratura comprensibile a tutti e non solo a giudici e PM. Personalmente, non trovo molto strano che, dopo un così lungo periodo sotto i riflettori, temendo per la propria vita e facendo finire in carcere fior fior di personaggi politici dell'epoca, a Di Pietro sia venuta voglia di cambiare aria. Forse perché, nel suo caso, un exploit carieristico l'aveva già fatto e oltre non ci si poteva più spingere...

    E' di questi giorni, poi, la notizia della candidatura dell'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, che correrà per le prossime elezioni europee con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Perché?

    Ecco la sua risposta. «Lascio un lavoro al quale ho dedicato quindici anni della mia vita e che è stato il mio sogno, come ha detto qualcuno, la missione di questi anni. Ritengo che non mi sia stato consentito di esercitare le funzioni che amavo, in particolare quella di Pubblico Ministero, che mi consentivano di investigare, di accertare i fatti, di fare quello che ho sempre sognato nella mia vita. Sono stato in qualche modo ostacolato in questa attività che non mi è più possibile esercitare da alcuni mesi. Quello che ancora mi inquieta di più, in questo momento storico, è l'attività di delegittimazione, di ostacolo e di attacco nei miei confronti e della mia professione, e nei confronti di tutti coloro che hanno cercato, in questi mesi, in queste settimane, e in questi anni di accertare i fatti». E poi conclude: «Sono contento del progetto che mi è stato proposto da Antonio Di Pietro e dall'Italia dei Valori e dell'impegno richiestomi dalla società civile. E' l'impegno della società civile che entra in politica e che, quindi, vuole fare qualcosa di concreto. Un progetto che vorrà mettere le prime fondamenta, le prime basi nelle elezioni europee, ma che di certo punta ad una nuova politica in Italia».

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