Come difendersi dalle radiazioni? Il latte italiano è contaminato? Quali cibi evitare?

Esiste un manuale per difendersi dalle radiazioni? Ho letto che sono arrivate anche in Europa e Italia quelle di Fukushima

piennolapiennola

Pubblicata IL 13/04/2011, ORE 17:05 | Aggiornata IL 14/04/2011, ORE 12:54
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Risposte Geniali

  • collana-frecciacollana-freccia

    Pubblicato IL 12/02/2013, ORE 20:30

    Appassionato di

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    nato negli anni 50,esperimenti atomici a gogo',alimentari venduti in sacchetti a peso,date di scadenza,latte appena munto da bollire,provenienze,coloranti,bistecche gonfiate,igiene?Ma quando mai?

    Chissa' cosa ho mangiato e respirato.

    Eppure noi attempati siamo ancora qui.

  • aquila.puraaquila.pura

    Pubblicato IL 13/06/2011, ORE 18:21

    Appassionato di

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    vero! ma se i buoi scappano mica ci si arrende alla vita!

  • ipayufabioipayufabio

    Pubblicato IL 13/04/2011, ORE 17:24

    Appassionato di di tutto un pò

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    La miglior difesa - comunque - è la prevenzione. Quando ormai i buoi sono scappati dal recinto, inutile chiudere il cancello. fabio

  • liola22liola22

    Pubblicato IL 13/04/2011, ORE 17:14

    Appassionato di amore e relazioni, psicologia e sociologia, sport, viaggi

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    Attenzione anche al pesce, oggi ho letto queste informazioni "in Italia sono arrivati cibi contaminati e radioattivi di provenienza Giapponese. Ogni anno infatti vengono importati da quel paese in Italia 13 milioni di pezzi di pesce surgelato che viene pescato nel mare nipponico che attualmente è pieno di migliaia di tonnellate di acqua radioattiva. Il pesce fresco, che non è mai di provenienza giapponese, non ci preoccupa sono i derivati ed i surgelati che riteniamo pericolosissimi e su cui lanciamo l' allarme".

  • millemilesmillemiles

    Pubblicato IL 13/04/2011, ORE 17:10

    Appassionato di attualità, eros e sessualità, musica, viaggi, vita notturna

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    Esiste un vero e proprio manuale diviso per capitoli.Come evitare e diminuire l'intossicazione radioattiva per ingestione:Un'attenzione particolare merita il LATTE che contiene principalmente Iodio-131. All'inizio è da scartare, senza esitaztone; in seguito, per quanto riguarda lo I-131 che ha un tempo di dimezzamento di circa 8 giorni, potrà essere assunto ma dopo aver verificato le concentrazioni degli altri isotopi in esso. Va tenuto presente sia per il latte che per gli altri alimenti in cui si trovano il Cs-137 e lo Sr-90, che per essi, a causa del lungo tempo di dimezzamento che si esplica nel giro di pochi decenni (è quindi rilevante l'effetto sul singolo individuo) che la loro presenza nel latteva tenuta sotto controllo per un lungo tempo e non solo per qualche mese.E' importante sapere che: lo St r on zio ha un comportamento chimico analogo al Calcio; il Cesio ha un comportamento chimico analogo al Potassio.Quindi dall'assorbimento delle piante fino alla introduzione nel corpo umano il Cesio è mescolato al Potassio, e lo St r o nzio è mescolato al Calcio.Sia il Calcio che lo S t ro nz io sono concentrati di più nelle foglie e nei fusti, molto meno nei frutti, semi e tuberi.La mulitura del riso elimina la parte più contaminata. Il Potassio è contenuto per lo più sotto forma di nitrato di potassio e si concentra soprattutto nei fusti delle piante.In definitiva un criterio di massima per controllare nella dieta l'introduzione di Sr-90 e Cs-137 è quello di controllare il contenuto di Calcio e Potassio introdotti.A seguito delle lavorazioni che subisce il latte si ha:- che solo piccole percentual d'I-131 e Cs-137 permnangono nel BURRO, che puo essere considerato un alimento di buona affidabilità anche nel caso di importante contaminazione radioattiva del latte.- Il SIERO acido contiene oltre il 90% dei tre radionucleidi in questione, quindi la radioattività sarà presente particolarmente nei formaggi a coagulaione acida, nelle paste fresche, nella ricotta ottenuta dal siero.- I FORMAGGI si possono considerare come prodotti in cui passa una piccola parte dei radionucleidi per la massima parte rimasti nel siero dolce (coagulazione presamica del latte) e lo Sr-90 rimane legato in particolare alla caseina. Quindi i formaggi sono più affidabili del latte da cui denvano.I dati forniti dal Centro Latte CNR di Milano dopo l'incidente di Chernobyl confermano queste indicazioni: la radtoattività trattenuta dal formaggio risultò mediamente, a seconda del t1po di caseificazione, il 15-19% di quella del latte d1 partenza nel maggio 86 e del 12% nel giugno-luglio 86.- In pratica 1-2 etti di formaggio equivalgono, in termini di radioattività ingerita, ad l bicchiere di latte da cui il formaggto è stato ottenuto.Nel LATTE lo Sr-90 rappresenta 0,5-1% della radioattività beta, ma nei fonnaggi ne rimane comunque una gran parte legata alla caseina. Abbastanza alta risultava infatti la sua presenza nel provolone e grana. [NdR: Occorre però considerare che grana e parmigiano stagionati prima dell'incidente di Fukushima, anche 18 mesi prima, ovviamente non presentano pericoli](per indicazioni particolareggiate vedi "contaminazione radioattiva di latte e derivati a seguito dell'incidente di Chernobyl" in "La rivista della società italiana di scienza dell'alimentazione" n. 1/1987)NUBE RADIOATTIVA DOVUTA AD EMISSIONI DA PARTE DI UN REATTORE NUCLEARE O AD ALTRE CAUSE.Gli incidenti verificatisi in questi ultimi anni dimostrano ampiamente come il rischio in tutti questi casi per la popolazione (ma anche per il personale addetto di cui in questo testo non ci occupiamo) sia di gran lunga superiore alle previsioni "ufficiali". L'estensione stessa della contaminazione in casi di fuoriuscita da un reattore d1 un volume di materiale contenente sostanze radioattive, è molto più grande delle previsioni.In tale caso la distribuzione del materiale radioattivo dipende:l) dal volume della "nube" (usiamo un termine ormai entrato nella conoscenza comune)2) dalla natura dei materiali radioattivi (le sostanze più pesanti si depositano prima)QUESTE DUE PRIME INFORMAZIONI SONO IN POSSESSO SOLO DELLE AUTORITA' A CUI E' SOGGEITO L'IMPIANTO (sia autorità tecniche che politiche): la deduzione indiretta è comunque lunga ed incerta.3) dai venti e dalle condizioni metereologoche e complessive.4) dalle condiioni geografiche in cui sono situate le popolazioni (per es. popolazioni di montagna)5) dalla distanza dal luogo dell'incidente6) da altre caratterisstiche morfogeologiche tipiche del territorio (per valutare ad es. la diffusione delle sostanze che man mano si depositano per es. a seguito delle precipitazioni atmosferiche): altezza, tipo di terreno, forma del territorio, ecc.

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