C'è un bellissimo pezzo di Lucarelli che riguarda la vicenda Tenco. Per riassumerla con le sue parole...
"Nel dicembre del 1965, 13 mesi prima di essere ritrovato nella stanza 219 dell’Hotel Savoy di San remo, ucciso da un colpo di pistola alla testa, Luigi Tenco era andato in Argentina, dove rimase dieci giorni. Cosa ha lasciato, laggiù, in quel viaggio. Cosa si è portato dietro. Cosa si è portato dentro.
Il 27 gennaio 1967, dopo che la sua canzone è stata eliminata dal Festival di Sanremo, Luigi Tenco si chiude in quella camera d’albergo e si spara. Per qualcuno c’è qualcosa di poco chiaro in quel suicidio, per altri non è neanche un suicidio..."
Per me, di suicidio si trattò ed ecco perché.
Misteri d'Italia descrive così quella triste vicenda:
"Tenco aveva cantato in coppia con Dalida “Ciao, amore ciao”. Poi, visibilmente depresso, era andato a cena con la stessa Dalida, il suo produttore Paolo Dossena e altri amici, ma giunto al ristorante aveva deciso di tornare in albergo. Da questo momento cominciano i pasticci investigativi.
'All’1.40 - ha scritto Aldo Fegatelli Colonna in una recente biografia - Tenco è ancora vivo. Dalida riferirà al commissario Molinari di essere entrata nella stanza di Tenco tra le 2.00 e le 2.10. Il dottor Borelli, che ne constata il decesso, è arrivato sul posto alle 2.45 e presume che la morte risalga a quindici-venti minuti prima al massimo, cioè non prima delle 2.25. Ci sono due “buchi”, uno di dieci minuti, l’altro di mezz’ora.'
La porta della stanza 219 è accostata e con la chiave nella toppa esterna.
Ai primi soccorritori Dalida appare mentre alza da terra il busto di Luigi e lo abbraccia. E’ un flash d’agenzia a diffondere la notizia della morte del cantautore, dando per certa la tesi del suicidio. Il primo inquirente a giungere sul posto è il vicedirigente del commissariato di Sanremo, Arrigo Molinari, il cui nome (detto per inciso), anni dopo, finirà nelle liste della P2.
Il cadavere, stranamente, viene subito trasferito all’obitorio e poi riportato in albergo, dal momento che gli investigatori si sono dimenticati (sembra incredibile!) di fare effettuare i rilievi fotografici essenziali per la completezza del fascicolo da trasmettere alla Procura."
Che strano, che strano davvero, dico io. Come si può dimenticare un particolare tanto importante!
Per non parlare di un altro particolare sconcertante. La sera prima, Tenco aveva vinto al casinò 6 milioni di lire. Ma indovinate un po'? Nella sua stanza d'albergo, fu rinvenuto solo un assegno da 100 mila lire.
Dove sono finiti quei soldi, di cui nessuno parlò più?
La risposta può essere una sola. Qualcuno deve essere entrato nella sua stanza (un volto noto, amico) e quello stesso qualcuno deve aver compiuto l'efferrato delitto.