Cosa vuol dire "Bibbia"?

Quali sono le origini della parola "Bibbia"? Qual'è l'etimologia della parola?

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Pubblicata IL 04/06/2009, ORE 15:46

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  • es.senz4es.senz4

    Pubblicato IL 04/06/2009, ORE 15:47

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    La Sacra Bibbia é il testo di riferimento per i cristiani e gli ebrei e comprende due parti: antico e nuovo testamento. Per gli ebrei esistono, credono e considerano sacre solo le scritture relative alla parte antica mentre per i cristiani il nuovo testamento é la realizzazione delle profezie del vecchio...Infatti nel nuovo testamento sono presenti il Vangelo e gli Atti degli Apostoli che sono fondamento della religione cristiana.

  • ungomungoungomungo

    Pubblicato IL 04/06/2009, ORE 15:49

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    La Bibbia (dal greco βιβλία = biblìa, plurale di biblìon, significante libri) è il libro sacro della religione cristiana e di quella ebraica. È detta anche Parola di Dio o Sacre Scritture, per sottolineare l'ispirazione divina sotto la quale i cristiani e gli ebrei sostengono sia stata scritta. Secondo i musulmani invece è ispirata da Dio ma manipolata dall'uomo, al pari di altri testi religiosi. I non religiosi e gli aderenti a religioni non-abramitiche ritengono invece che le narrazioni bibliche siano meramente mitologiche. È formata da libri differenti per origine, genere e composizione, scritti in un lasso di tempo abbastanza ampio, preceduti da una tradizione orale più o meno lunga. Considerando anche il processo di codificazione del canone biblico, complessivamente i testi biblici sono stati composti in più di un millennio. Rispetto al Tanakh (Bibbia ebraica), il cristianesimo ha aggiunto numerosi libri: in tal modo le Scritture vengono suddivise in Antico Testamento (o vecchia alleanza), i cui testi sono stati scritti prima del ministero di Gesù Cristo, e Nuovo Testamento (o nuova alleanza), che descrive la "buona novella" dell'avvento del Messia. Vedi qui per approfondire. Ciao!

  • Il sostantivo italiano “Bibbia” deriva, attraverso il latino, dalla parola greca biblìa, che significa “libretti”. Questa a sua volta deriva da bìblos, termine che indica la parte interna della pianta di papiro, da cui si ricavava una specie di carta. I greci chiamarono “Biblos” la città fenicia di Ghebal, famosa per la produzione di carta di papiro. (Vedi Gsè 13:5, nt.). Col tempo biblìa finì per indicare vari scritti, rotoli, libri, e quindi la raccolta di libretti che costituiscono la Bibbia. Girolamo chiamò questa raccolta Bibliotheca Divina.            

     

    Divisione.

    • Trentanove dei 66 libri, pari a tre quarti della Bibbia, sono chiamati Scritture Ebraiche, poiché furono tutti scritti inizialmente in quella lingua, ad eccezione di alcuni brani scritti in aramaico.

     

     

    • Gli ebrei univano alcuni di questi libri e quindi ne avevano solo 22 o 24, che però includevano lo stesso materiale. Sembra inoltre che fosse loro abitudine suddividere le Scritture in tre parti: ‘la legge di Mosè, i Profeti e i Salmi’.

     

     

     

     

    • La restante parte della Bibbia è chiamata Scritture Greche Cristiane, perché i 27 libri che la compongono furono scritti in greco. Il fatto che questi libri siano stati scritti, raccolti e ordinati nel canone biblico dimostra la supervisione di Dio dall’inizio alla fine. [originale di Dio=Yawheh. Derivati=Yehova-Yah-Geova] 

     

     

     

     

    • La suddivisione della Bibbia in capitoli e versetti (1.189 capitoli e oltre 31.000 versetti) non è opera degli scrittori originari, ma è un’aggiunta molto utile fatta secoli dopo. I masoreti divisero le Scritture Ebraiche in versetti; poi nel XIII secolo E.V. si aggiunse la divisione in capitoli. E l’edizione della Bibbia in francese pubblicata da Robert Estienne nel 1553 è la prima Bibbia completa con l’attuale divisione in capitoli e versetti. I 66 libri della Bibbia formano tutti insieme un’opera unica, completa. La divisione secondo la lingua predominante in cui ci sono pervenuti i manoscritti non vuole infrangere l’unità della Bibbia, così come l’indicazione dei capitoli e versetti è fatta solo per facilitare lo studio. Abbiamo perciò Scritture Ebraiche e Scritture Greche, queste ultime con l’ulteriore designazione di “Cristiane” per distinguerle dalla Settanta, che è la traduzione greca delle Scritture Ebraiche.

     

      “Vecchio Testamento” e “Nuovo Testamento”. Oggi le Scritture scritte in ebraico e aramaico vengono comunemente chiamate “Vecchio (o Antico) Testamento”. Questo a motivo della lezione di 2 Corinti 3:14 secondo la Vulgata latina, la Diodati e diverse traduzioni italiane. Comunque in questo versetto la lezione “vecchio testamento” non è corretta. Qui il vocabolo greco diathèkes significa “patto”, come negli altri 32 casi in cui ricorre nel testo greco. Molte traduzioni moderne lo rendono correttamente “vecchio (o antico) patto”. (NE, RS, VR82) L’apostolo Paolo non sta parlando delle Scritture Ebraiche e Aramaiche nel loro insieme. E neanche vuol dire che gli ispirati scritti cristiani costituiscano un “nuovo testamento (o patto)”. L’apostolo sta parlando dell’antico patto della Legge, messo per iscritto da Mosè nel Pentateuco e che costituisce solo una parte delle Scritture precristiane. Per questo egli dice nel versetto successivo “ogni volta che si legge Mosè”. Quindi non ci sono valide ragioni per chiamare le Scritture Ebraiche e Aramaiche “Vecchio Testamento” e le Scritture Greche Cristiane “Nuovo Testamento”. Gesù Cristo stesso si riferì alla raccolta di scritti sacri come alle “Scritture”. (Mt 21:42; Mr 14:49; Gv 5:39) L’apostolo Paolo le chiamava “sacre Scritture”, “Scritture” e “scritti sacri”. — Ro 1:2; 15:4; 2Tm 3:15.

     

     

    L’Autore. L’accluso prospetto indica che circa 40 scribi o segretari umani furono impiegati dall’unico Autore Dio, per redigere la sua ispirata Parola. “Tutta la Scrittura è ispirata da Dio”, e ciò include gli scritti delle Scritture Greche Cristiane insieme al “resto delle Scritture”. (2Tm 3:16; 2Pt 3:15, 16) L’espressione “ispirata da Dio” traduce il termine greco theòpneustos, che significa “alitata da Dio”. ‘Alitando’ su uomini fedeli, Dio fece in modo che il suo spirito o forza attiva divenisse operante su di loro e indicasse quello che voleva far scrivere, poiché, come è scritto, “la profezia non fu mai recata dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini parlarono da parte di Dio mentre erano sospinti dallo spirito santo”. — 2Pt 1:21; Gv 20:21, 22;

    Tanti Saluti

     

     

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